The wedding party: recensione film

UNA MISCELA DI COMEDY, DRAMA E ROMANTICISMO CON DOSI SBAGLIATE E POCHE RISATE

GENERE: commedia

DATA DI USCITA: 18 ottobre 2012

Spesso il cinema incentra le sceneggiature sui matrimoni. Perché? Beh è presto detto senza troppi sforzi di fantasia quando si parla del grande giorno si hanno a disposizioni sposi, famiglie e amici intorno alle quali creare divertenti o disastrose storie. In più volenti o nolenti il matrimonio diventa sempre un covo di ricordi, per chi ci è passato, o di rimpianti per chi è ancora non ha raggiunto il traguardo.

Siamo in un mondo complicato per le donne: la società le vuole indipendenti e in carriera ma le famiglie ancora sognano per loro nozze giuste col giusto compagno. Pressate tra queste due imposizioni molto spesso le ragazze arrivano al punto di essere schiacciate e quindi, per sopravvivenza di esplodere.

La sceneggiatrice e regista Leslye Headland sceglie proprio la vigilia di un matrimonio per tirare fuori il peggio delle donne nel suo film The wedding party: Beckye, soprannominata al liceo Faccia da maiale, contro ogni aspettativa sta per sposare il perfetto Dave. Nella notte del suo addio al nubilato le sue tre amiche Regan (Kirsten Dunst), Gena (Lizzy Caplan) e Katie (Isla Fisher) festeggiano la loro vecchia amica ma fiumi di alcol disinibitorio fanno danno vita alle loro più recondite frustrazioni e gelosie nei confronti di Becky tanto da far perdere il controllo a tutte rischiando alla fine di distruggere le nozze.

Se l’intento di  Leslye Headland era quello di proporre una versione al femminile di Una notte da leoni la regista ha fallito e non tanto per la storia, che comunque risulta banale, ma proprio perché l’ironia del film di Todd Philips è totalmente palesata nel suo essere orgogliosamente demenziale mentre la Headland pecca di presunzione cercando di miscelare quella che dovrebbe essere una pura commedia a toni drammatici e romantici creando un film ibrido e privo, non solo di spessore, ma anche di risate.

La visione in sala di The wedding party, nonostante l’ottima recitazione delle attrici, è tempo del tutto sprecato.

 

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Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
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