Tutti i santi giorni: pareri opposti sul film

LA REDAZIONE SI CONFRONTA SULL’ULTIMO, ATTESISSIMO FILM DI PAOLO VIRZÌ

A due anni dal suo ultimo lavoro La prima cosa bella Paolo Virzì torna nelle sale con una storia d’amore tratta dal libro di Simone Lenzi, anche co-sceneggiatore della pellicola, La generazione. La storia di Guido e Tonia alle prese con il desiderio di avere un bambino e con le difficoltà che questo comporta è nelle sale da oggi e la redazione, che ha visto il film in anteprima, si confronta sul lungometraggio.

1-QUALE TIPO DI PUBBLICO POTREBBE CONQUISTARE?

SANDRA MARTONE: i trentenni di oggi, senza dubbio. Tutti i santi giorni è un film che sfiora parecchie delle tematiche care a chi oggi ha l’età dei protagonisti: dal lavoro precario, ai sogni infranti sino ad arrivare alla voglia di una famiglia, di un nido non sempre facile da costruire

FABIOLA FORTUNA: potrebbe conquistare, anzi conquisterà sicuramente, un pubblico che si lascia facilmente impressionare dalle “piccole” storie d’amore, quelle di tutti i giorni, appunto.  Antonia e Guido sono due trentenni come ce ne sono tanti, vivono una situazione come la vivono tante altre coppie: uno spettatore un po’ più “esigente” probabilmente non rimarrebbe entusiasta di questa storia e il suo cuore non verrebbe toccato.

2-MANTIENE LO STILE CINEMATOGRAFICO DEL REGISTA?

SM: riprende lo stile che il regista usò in Tutta la vita davanti: pochi interni minuziosamente curati nella scenografia e esterni che danno immediatamente l’idea di dove ci si trova: in che tipo di quartiere. Poi il perché poi sono i personaggi a farlo capire.

FF: lo stile sembra addirittura essere un po’ “appiattito”, rientrato nei canoni. Virzì usa molte soluzioni stilistiche viste e riviste, piuttosto prevedibili. Non ci sono molti guizzi creativi, lo spettatore non è invitato alla visione dallo stile, bensì dalle ambientazioni e dalla caratterizzazione dei personaggi. Nulla di male dunque, ma un po’ di originalità non sta mai male.

3-LO CONSIGLIERESTI MAI?

SM: lo consiglio per le verità che racconta e per la delicatezza con la quale lo fa. Lo consiglio a chi ha trent’anni e ai genitori di figli di quell’età.

FF: no, non consiglierei un film poco interessante sul lato creativo e realizzativo. Per chi vuole godere della storia (infarcita di tematiche interessanti più o meno esplicite), leggere il libro è il miglior consiglio che si possa dare.

(11 ottobre 2012)

Sandra Martone e

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