Vivien leigh: non solo rossella o’hara

LA VITA DI UNA DIVA DI HOLLYWOOD E DI UNA GRANDE ATTRICE TEATRALE

“La prima volta che misi gli occhi sulla proprietaria di questa meravigliosa, inimmaginabile bellezza fu sul palcoscenico del St. James Theatre, dove recitava in The mask of virtue di Ashley Dukes. Con questa parte aveva attirato un notevole interesse, anche se, a quei tempi, non esattamente per il fatto di essere un’attrice promettente. Al di là della sua bellezza, che era magica, aveva un portamento meraviglioso; il collo sembrava quasi troppo fragile per sostenere la testa e la reggeva con un senso di sorpresa e con quella specie di orgoglio del giocoliere che riesce a far sembrare quasi casuale un’abile mossa” (Lawrence Oliver su Vivien Leigh)

Il volto di porcellana di Vivian Mary Hartley nell’immaginario comune è legato in modo indissolubile alla sua interpretazione di Rossella O’Hara in Via col Vento, storico film vincitore di 10 premi oscar tratto dall’omonimo e unico romanzo scritto da Margaret Munnerlyn Mitchell che valse alla giornalista il premio Pulitzer per la letteratura nel 1936.

L’attrice, conosciuta dal pubblico come Vivien Leigh, nacque in India nel 1913 da un generale della cavalleria britannica e la sua compagna. I primi passi su un palcoscenico la diva li compì a tre anni quando recitò in una compagnia teatrale amatoriale di cui faceva parte la madre.

Per studiare Vivien fu mandata in Europa e fu nel convento del Sacro Cuore di Roehampton, in Inghilterra, dove divenne amica della futura attrice Maureen O’Sullivan, alla quale espresse per la prima volta il proprio desiderio di svolgere questa professione.

La sua passione per il teatro fu accettata immediatamente dal padre che l’aiutò a entrare alla Royal Academy of Dramatic Art (R.A.D.A.) a Londra ma pochi mesi prima di entrare all’accademia la Leigh, che allora aveva 18 anni, incontrò l’avvocato Herbert Leigh Holman rinunciando, per amore, al suo sogno di varcare i palcoscenici. Dopo il matrimonio con Leigh Horman, Vivien, ambiziosa e indipendente d’indole, riuscì, nonostante il suo compagno di vita non fosse d’accordo, a rientrare alla R.A.D.A. seguendo con grande disciplina le lezioni.

Nel 1933 Vivien ebbe una figlia, Suzanne, ma la maternità non risultò congeniale alla bellissima attrice che anni dopo ammise: “mi sentivo troppo giovane per essere madre di una bambina, e molto carente di quella calma e serenità che una mamma dovrebbe avere…Amavo la mia bambina come ogni altra madre, ma con la spietata sincerità dei giovani mi rendevo conto che non potevo abbandonare ogni pensiero di una carriera in scena.”

Il primo successo di Vivien fu in teatro con l’interpretazione di Mask of Virtue di Ashley Dukes ruolo grazie al quale conobbe Laurence Oliver che inizialmente fu un suo grande amico per poi diventare l’amore della sua vita grazie all’attrazione nata sul set del film Elisabetta d’inghilterra dopo il quale i due attori, entrambi sposati, decisero comunque di iniziare una convivenza.

Il film che regalò a Vivien Leigh la notorietà negli Stati Uniti fu Un americano a Oxford ma l’attrice, durate le riprese del lungometraggio, palesò anche la sua bipolarità che segnò la sua vita.

Nel 1938 Vivien fu affascinata dalle pagine di Via col Vento tanto da chiedere al suo agente americano di segnalarla al produttore David O. Selznick che stava preparando la trasposizione del romanzo e aveva iniziato una campagna pubblicitaria per trovare il volto adatto alla protagonista.

Nell’ottobre del 1939, con la scusa di andare a Hollywood per vedere il marito impegnato nelle riprese di Cime tempestose, la diva si presentò per i provini di Via col vento e venne scritturata in pochissimi giorni.

Le riprese del film furono lunghe ed estenuanti come le litigate di Vivien con Clarke Gable. Ovviamente l’uscita del film nelle sale portò la Leigh nell’olimpo delle star di Hollywood ma nonostante ciò lei sostenne “io non sono una star del cinema – Io sono un’attrice. Essere una star del cinema – solo una star del cinema – è una vita così finta, vissuta solo per finti valori e per la pubblicità. Le attrici vanno avanti per così tanto tempo e ci sono sempre ruoli meravigliosi da interpretare.

Nel 1940 Vivien e Laurence riuscirono finalmente a coronare il loro sogno d’amore sposandosi a Santa Barbara. Durante quel decennio Vivien cercò più volte di restare accanto al marito chiedendo di recitare come partner nei film in cui lui era scritturato ma non sempre ci riuscì.

Alla fine degli anni 40’ la diva volle a tutti i costi interpretare il dramma teatrale di Un tram che si chiama desiderio di Tennessee Williams. Il marito, che dirigeva l’opera, fu all’inizio perplesso nel dare la parte a Vivien perché la complessità del personaggio di Blanche Dubois poteva causare aggravamenti alla bipolarità della moglie.

Nonostante questo l’attrice alla fine salì sul palco per 326 volte nel ruolo di Blanche e, nonostante la critica avesse scritto che la sua interpretazione era molto inglese e poco drammatica, fu scritturata anche nel film che riprendeva l’opera di Williams. La meravigliosa interpretazione della Leigh nel lungometraggio accanto a Marlon Brando, con la quale l’attrice stringerà un rapporto forte grazie al piccante humor del divo, costò però alla Leigh un aggravarsi della sua malattia.

Gli anni 50’ per l’attrice e Laurence Oliver furono colmi di successi, eppure la loro relazione, già messa a dura prova dal tradimento della Leigh con Peter Finch culminarono in un divorzio nel 1958.

La Leigh intraprese poi una relazione con Jack Merivale che tentò di stabilire un rapporto profondo con lei ma il fantasma del forte amore con Oliver e il carattere complicato dell’attrice non furono d’aiuto.

Nel 1967 un attacco di tubercolosi, malattia sempre malcurata con la quale lottò tutta la vita, accompagnò l’attrice sino alla sua morte il 7 luglio dello stesso anno. Fu Merivale a organizzare i funerali e la cremazione nonostante la splendida diva gli confidò, durante i loro anni insieme, “avrei preferito aver vissuto una breve vita con Larry [Olivier] che una lunga senza di lui.”

Vivien Leigh negli occhi delle persone è il volto della donna che baciò Clark Gable sullo sfondo di Atlanta in fiamme ma, quando i medici la visitarono durante i suoi ultimi giorni di vita e le chiesero il suo nome lei rispose “il mio nome è Blanche Dubois”.

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