Zero Dark Thirty: il film sulla cattura di Osama Bin Laden

NELLE SALE ITALIANE DA GENNAIO, INTANTO IL TRAILER

Sesto senso femminile. È evidentemente questa una delle caratteristiche che appartengono alla regista americana Kathryn Bigelow, unica donna ad aver vinto il premio Oscar come miglior regia per The Hurt Locker. Ma ci sono anche altri motivi per il quale le attribuiamo questa dote in più: ha, per esempio, sesto senso anche nello scegliere i soggetti dei suoi film e su come girarli.

Il tema della guerra e dell’attualità, uniti ad una scelta ottimale del cast e al particolare sguardo introspettivo ma penetrante che trasmette dalle sue opere sono risultati essere un mix vincente. Cavalcando l’onda del successo ci riprova ora con Zero Dark Thirty, stavolta focalizzando la sua attenzione sui dieci anni che sono passati dall’attentato alle Torri Gemelle alla cattura dell’ideatore dell’attentato: Osama Bin Laden, fondatore e leader di Al-Quaeda, l’organizzazione terroristica più famosa al mondo.

Il punto di vista del film sembrerebbe essere quello dell’analista che ha scovato il nascondiglio del terrorista, il luogo nel quale venne poi ucciso durante il blitz dello scorso 2 maggio 2011. A vestire i panni della professionista della CIA c’è la lanciatissima Jessica Chastain, affiancata da Chris Pratt, Mark Strong, Scott Adkins, Joel Edgerton e Kyle Chandler.

L’opera cinematografica uscirà in America il 19 dicembre 2012, mentre in Italia dobbiamo aspettare il nuovo anno, precisamente il 10 gennaio. Come facilmente presumibile già sono sorte le prime polemiche: si vociferava infatti, che il Presidente americano Barack Obama fosse stato accusato di aver concesso alla regista libero accesso a documenti segreti sulla missione. La vicenda sembra alquanto improbabile ma rende bene l’idea del clima americano pre-uscita in sala del film.

Nell’attesa del prossimo anno per vederlo sul grande schermo, vi mostriamo le immagini tratte dalle scene dal lungometraggio e il trailer!

 

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"Il cinema non è solo un'esperienza linguistica ma, proprio in quanto ricerca linguistica, è un'esperienza filosofica".
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