30 tff – am himmel der tag/ breaking horizon: recensione film

TONI ASCIUTTI E MISURATI, PER UN FILM CHE RACCONTA IL DRAMMA DI UNA GIOVANE DONNA

Un dramma interamente al femminile quello che la regista tedesca Pola Beck presenta in concorso al Torino Film Festival, in questa 30esima edizione: Am Himmel Der Tag, il cui titolo internazionale è Breaking Horizon. Lara ha ventisei anni, irrequieta e insoddisfatta, la ragazza ha solo un passatempo, frequentare locali notturni per tutta la notte, insieme alla sua amica Nora. Dopo l’ennesimo incontro di sesso occasionale però Lara scopre di essere rimasta incinta e da quel momento si trova a dover prendere una difficile decisione: tenere o no il bambino che le sta crescendo in grembo.

La regista con toni asciutti e misurati, a volte anche poco indulgenti sulla sua protagonista, racconta in Am Himmel der Tag, una vicenda in cui la fa da padrone la solitudine di un’anima inquieta, che deve decidere se lasciare alle spalle l’infanzia e accettare la maternità e tutto ciò che ne comporta. Maturare o continuare a vivere ancora la solita vita, rifiutando di crescere. Ciò che alla regista interessa è di rappresentare la cruda e dura realtà, senza troppi abbellimenti. Alla fine in questo conflittuale racconto cinematografico, lo spettatore resta molto legato alla vita reale e, nonostante fosse stato facile, il racconto non devia mai sulla lacrima facile, evitando il patentico e cercando di far riflettere nel momento in cui la vita di pone davanti ad un bivio. Una pellicola piena di dubbio, dolore, ma con anche una incredibile tenerezza di fondo che pervade tutta la narrazione. Un lavoro che certamente piacerà di più al pubblico femminile.  

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