30 tff-ettore scola: gran premio torino

SARÀ  PREMIATO ALLA KERMESSE UNO DEI MAESTRI DEL NOSTRO CINEMA

“Non ho capito il comportamento di Loach: è uno dei vecchi militanti e non ce ne sono più molti in giro, soprattutto tra i giovani. Le regole di un vero comunista valgono anche in Inghilterra: sapere e conoscere. E per farlo bisogna recarsi sul posto e cercare di comprendere i fatti”. E infatti lui, Ettore Scola, a Torino ci è andato ben volentieri.

Il cineasta che domani ritirerà il Premio Gran Torino che celebra la sua carriera per, a detta dello stesso direttore della kermesse Gianni Amelio, “spingere qualcuno come te a fare ancora del cinema. E siccome so che hai un progetto magnifico, ti prego personalmente, almeno questo fallo. Per noi, oltre che per te. A questo è dedicato il tuo premio: ho deciso di dartelo quando ho saputo che tentennavi nel fare il nuovo film”. 
Ma Scola, il maestro ottantunenne coglie la palla al balzo per scatenare il suo humor “Fallo tu al posto mio!

Quello di regista per me è un lavoro faticoso e noioso, per cui ogni volta ho sempre cercato di inventare qualcosa di diverso: avevo bisogno di individuare novità che non mi facessero sentire faticoso il set” asserisce il regista commentando anche questo ennesimo riconoscimento col suo cinismo innato ma anche con una dichiarazione di amicizia e stima: “Casa mia è piena di premi. E sembra il museo degli orrori: ho persino un premio finlandese quasi a grandezza naturale: una scultura di un contadino che semina. E’ un’intenzione lodevole ma anche un oggetto imbarazzante. Il premio di Torino non è ovvio: sono tanti gli ingredienti che me lo fanno apprezzare più di altri. Di certo le persone e gli amici come Amelio e Barbera. Loro mi fanno venire qui più volentieri che in altre città.”


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Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
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