30 tff – noi non siamo come james bond: recensione film

DUE AMICI, UNA BRUTTA MALATTIA ALLE SPALLE, LA VOGLIA DI CONTATTARE TELEFONICAMENTE L’UNICO ED INIMITABILE JAMES BOND: ALIAS SEAN CONNERY

C’è un solo James Bond e il suo nome è Connery… Sean Connery! Nell’anno in cui è uscito l’uscito film sull’agente 007, Skyfall, ecco arrivare al Torino Film Festival un divertente documentario italiano che è anche il terzo ed ultimo film made in Italy che partecipa in concorso alla 30esima edizione del Torino Film Festival.

Mario Balsamo, regista di Noi non siamo come James Bond, insieme all’amico Guido Gabrielli intraprende un viaggio filmico esattamente a distanza di trent’anni dalla loro prima avventura insieme. Mario e Guido hanno un rapporto di odio e amore, ma la loro unione è indelebile, nonostante gli anni che passano. Due 50enni sui generis, ricordano quindi in questo particolare documentario autobiografico la loro gioventù, il loro passato, le due brutte malattie che fortunatamente entrambi si sono lasciati alle spalle, e tutto con un unico comune denominatore: James Bond.

Il viaggio del film è infatti proprio sulle orme del loro mito d’infanzia: James Bond, ma non un James Bond qualunque, il primo vero ed inimitabile James Bond, interpretato da Sean Connery, che i due amici cercano di contattare telefonicamente, nella ricerca disperata di un incontro.

Mario Balsamo porta sul grande schermo con Noi non siamo come James Bond un racconto ironico, che non vuole essere compiaciuto, a tratti anche rabbioso, per ricordare a tutti che non si smette mai di essere giovani: l’importante è sentirsi giovani dentro.  

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