Il peggior natale della mia vita: recensione film

TORNA FABIO DE LUIGI IN UN GRAN DUETTO CON ABATANTUONO

A poco più di un anno di distanza da “La peggior settimana della mia vita” Paolo Genovese torna dietro alla macchina da presa per il sequel ideale di quella storia, e questa volta ci racconta le disavventure de “Il peggior Natale della mia vita”.

Fabio De Luigi, riprende il ruolo dell’imbranato e attira guai Paolo, marito buono e prossimo padre della dolce Margherita (Cristiana Capotondi). Superati nel precedente film tutti gli inesorabili inconvenienti provocati da Paolo alla vigilia delle nozze, i due sposi si ritrovano ora a trascorrere le vacanze natalizie nel meraviglioso castello del Dottor Caccia: un ritrovato Abatantuono in versione comica.

Le insidie però sono dietro l’angolo e una tranquilla vigilia a base di tacchino ripieno si stravolgerà in una grottesca veglia funebre per un “presunto” defunto. Nel susseguirsi di disavventure Paolo  infatti sarà portato a credere alla morte del Dottor Caccia e a stravolgere i tranquilli festeggiamenti.

Così come nel suo precedente lavoro, Genovesi ci propone un cinema “teatrale” nel quale è facile rintracciare la sua impostazione di autore, prima ancora che regista. I duetti tra protagonisti regnano incontrastati nella narrazione e gli altri personaggi, seppur interpretati da attori afferamti, sono ridotti a meri osservatori non paganti (Laura Chiatti e Antonio Catania). 

In questa sua seconda direzione Genovesi ripropone il riuscito sodalizio con De Luigi, impegnato anche nella sceneggiatura a quattro mani e vero protagonista del palcoscenico. A questa recita si aggiunge però anche il solido Abatantuono, catalizzatore di una comicità sofisticata che bene si sposa e controbilancia con quella fisica e caricaturale di un De Luigi ormai consolidato, forse ripetitivo.

L’attore romagnolo, idolo per tutta una generazione di giovani dal tempo delle celebri imitazioni (Calderoli e Bosè su tutte) al tempo dei programmi della Gialappa’s è ormai un navigato role player, capace di giocare sui binari della comicità asciutta ed essenziale, poco volgare e per questo politically correct.

Il film, in uscita nel week end, si propone come parziale controproposta ai già noti titoli vacanzieri, ex cinepanettone in testa, e forse proprio per la sua semplicità e linearità riuscirà a bissare gli ottimi risultati del precedente. 

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Onnivoro cinematografico e televisivo, imdb come vangelo e la regia come alta aspirazione.
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