L’amore È imperfetto: recensione film

IL TENTATIVO DI ESPRIMERE IL PROPRIO IO ATTRAVERSO UNA SESSUALITÀ  LIBERA DA ETICHETTE

DATA DI USCITA: 29 NOVEMBRE

GENERE:DRAMMATICO

Anche la scrittrice Francesca Muci tenta il salto dalla penna alla macchina da presa. Così ha trasformato il suo romanzo L’amore è imperfetto nel suo primo lungometraggio, prodotto da R&C Produzioni in collaborazione con Rai Cinema e con il sostegno di Puglia film Commission.

Una carrellata sul lungomare di Bari ci presenta Elena (interpetata da Anna Foglietta) mentre fa jogging mattutino. La donna ha 35 anni, lavora come editor in una casa editrice, vive sola e ha maturato una sfiducia nelle relazioni di coppia tale da decidere di non legarsi a nessun uomo. In passato ha creduto di aver trovato il suo principe azzurro in Marco, uno statuario fotografo (interpretato da Giulio Berruti), al punto di andare a convivere con lui dopo soli due mesi di relazione. La realtà ben presto le rivela che le fiabe non esistono così come gli eroi maschili sono quasi sempre una proiezione mentale tutta femminile, destinata a sgretolarsi. Nel presente mantiene la sua amicizia storica con Francesca (Camilla Filippi), che la incarica di trovarle uno psicanalista. Proprio davanti al portone dello studio medico dove Elena ha parcheggiato il suo motorino, si imbatterà in un’irrefrenabile 18enne di nome Arianna (Lorena Cacciatore) e nel contempo in Ettore (Bruno Wolkowitch), un enigmatico uomo più maturo di lei.  Entrambi la trascineranno in un vortice di sensualità dai contorni tanto ambigui quanto irresistibili. Elena, alla riscoperta di se stessa, dovrà fare i conti non solo con le proprie pulsioni represse ma anche con una parte viva del suo passato, asportato in maniera chirurgica, di cui non le resta solo la cicatrice che sfiora davanti allo specchio. 

La storia procede su due piani temporali differenti, il 2005 e il 2012, resi attraverso le variazioni cromatiche della fotografia e i movimenti di camera. I flashback sul primo periodo, quello spensierato, sono movimentati e dai toni accesi mentre l’attualità vira verso tinte più smorzate, proprio come l’interiorità della protagonista.

L’erotismo è esplicito ma mostrato sotto diverse sfumature. C’è l’autocompiacimento delle prestazioni sessuali di Marco che teatralizza ogni gesto per testare una virilità di copertura, come nello spogliarello alla 9 settimane e 1/2, c’è l’euforia invadente di Arianna che vuole sperimentare nuove emozioni in chiave giocosa e senza porsi troppi quesiti sul senso di ciò che fa, ci sono i rimandi fallici dei sigari che Ettore fuma, il quale sembra essere l’unico personaggio maggiormente consapevole dei suoi passi e delle sue intenzioni. Elena, nel farsi indirizzare, raccoglie una lezione da ognuno. Tuttavia, se un tempo sembrava quasi subire il piacere altrui rimanendo indifferente, forse imparerà ad amare per prima se stessa e ad ascoltare le sue esigenze. 

Maria Teresa Limosa

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