Roma film fest-aspettando il mare: recensione film

UN VIAGGIO ATTRAVERSO LA NATURA IN CUI VINCE L’UOMO

GENERE: drammatico

DATA DI USCITA: n.d.

Le motivazioni per affrontare un viaggio possono essere moltissime. A volte anche il senso di colpa può essere la scintilla che accende il bisogno: ed è proprio questo che spinge il marinaio Marat ad affrontare il lungo cammino che lo porta al mare, lo stesso mare che un tempo dava vita al suo villaggio, ora posto all’ombra di un inutile aeroporto, coperto di sabbia in seguito quella tempesta in cui hanno perso la vita la moglie e il suo equipaggio.

Marat parte alla ricerca della redenzione e di una nuova ragione di vita e con la sua barca, arrugginita e trainata da cammelli, come ricordo della vita che fu va a cercare una nuova ragione di esistere.

La poetica regia di Bakhtyar Khudojnazarov segue tutto il percorso dell’uomo che, come quello interiore, è pieno di incognite.

Aspettando il mare è un lungometraggio dotato di una fotografia straordinaria il film dal punto di vista registico non ha nulla di invidiare a un kolossal mainstream pur rimanendo legata alla profondità propria del cinema di nicchia, quello più coraggioso e non per forza legato al consenso della massa, quello che pensa.

Una ricerca del mare promesso che attraversa la terra bruciata del deserto. Una lotta contro la natura che rende, per un volta, l’uomo vincente innanzi alla sua grandezza grazie solo al proprio coraggio.

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Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
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