Roma film fest: Full metal jacket compie 25 anni

IL PENULTIMO CAPOLAVORO DI KUBRICK VIENE RIPROPOSTO ALLA KERMESSE CAPITOLINA

Un giorno senza sangue è come un giorno senza sole“. Così parlava il soldato Joker, compagno di sventure di “Palla di lardo”, il soldato più grosso, imbranato e poco portato per la leva che il grande schermo conosca. Full metal jacket, questo il film di cui stiamo parlando, compie quest’anno 25 anni dalla sua creazione, grazie al fuoriclasse del cinema Stanley Kubrick. Per l’occasione, è stato proiettato questa mattina al Festival Internazionale del Film di Roma, come evento esclusivo.

Aggressivo, violento, a tratti troppo duro per immedesimarsi e capire la dinamica degli eventi. La storia racconta le vicende di diciassette giovani reclute addestrate da un marines che porta allo stremo la loro resistenza. L’obiettivo da raggiungere è farle diventare delle vere macchine da guerra, per poterle mandare in Vietnam senza rischiare di perderle sul campo in tempi brevi. La guerra è dura, è una cosa da uomini forti, il sergente maggiore Hartman (Ronald Lee Ermey) lo sa bene. Ma non ha fatto i conti con il soldato Joker (Matthew Modine), con il quale anche la sua ferocia sembra non avere successo.

Uccidi, te lo comando!”. Come ogni opera di Kubrick, anche Full metal jacket è spoglio di ogni filosofia, si limita a raccontare in modo asciutto come stanno i fatti. Niente perbenismo, niente viene omesso. La sua è la cruda storia dei meccanismi di guerra. Lo sguardo del regista si focalizza ancora una volta su determinate figure, cogliendo la paura e l’umanità delle persone calate in contesti estranei alla loro normale quotidianità.

Una critica però nel film c’è ed è rivolta al secolo da poco conclusosi: un secolo nel quale tutto è successo, le più grandi atrocità che l’uomo sia capace di fare sono venute fuori. Anche grazie alle continue guerre che sono state portate avanti. Le dinamiche della guerra vengono inoltre prese di mira dal regista americano anche nella parte ad essa precedente, ovvero durante i preparativi e quindi all’interno del sistema di addestramento.

Il film, che è il penultimo della sua filmografia, è ovviamente uno dei capolavori della settima arte di tutti i tempi. Uno di quei film che se ancora non avete visto, dovete assolutamente rimediare!

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"Il cinema non è solo un'esperienza linguistica ma, proprio in quanto ricerca linguistica, è un'esperienza filosofica".
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