Roma film fest: il penultimo giorno

LE MISS E GLI OPERAI: LE DUE FACCE DELLA KERMESSE ROMANA

Sembrava di essere stati teletrasportati a Salsomaggiore stasera: una sfilata di Miss Italia, d’annata e non, ha varcato il tappeto rosso del Festival Internazionale del Cinema di Roma in onore del documentario dedicato al Patron del concorso di bellezza più famoso del paese Enzo Mirigliani: Storia di un ragazzo Calabrese. Eppure la giornata di oggi sembra aver, almeno in parte, riscattato i giorni scorsi in cui la mediocrità dei film ha fatto storcere il naso agli addetti al mestiere e non solo.

The motel Life, pellicola in concorso e opera prima dei fratelli Polsky, ha aperto la mattinata delle proiezioni con la storia di due ragazzi in fuga per il mondo e dalla realtà. Anche l’Italia dopo l’enorme delusione di E la chiamano estate ha ripreso le redini della sua dignità cinematografica grazie a Cosimo e Nicole storia d’amore on the road che vede come interprete un Riccardo Scamarcio nell’antico ruolo del moderno principe azzurro che, con Tre metri sopra al cielo, ha fatto sognare anche più di una generazione.

La Spagna varca il red carpet dell’Auditorium con l’opera di Cesc Gay, Una pistola en cada mano, fuori concorso in quel della kermesse con la sua pellicola sulla crisi maschile dei 40.

La sezione Pit stupisce ancora con i suoi documentari e stasera è stata la volta di Dell’arte della guerra, la cronaca un episodio avvenuto nell’estate del 2009, quando 4 operai si arrampicarono su un carroponte all’interno della Innse, la storica Innocenti di Milano, per impedirne la chiusura.  La notte in rosso all’Auditorium si chiude con l’omaggio di Luciano Barcaroli e Gerardo Panichi a uno dei nostri cineasti più premiati con il docufilm Giuseppe Tornatore: ogni film un’opera prima.

Domani le luci si spegneranno e il sipario calerà su questo Festival che, forse, alla fine mancherà. 

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Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
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