Roma film fest: il sesto giorno

STALLONE TIRA SU L’ANIMO DELLA KERMESSE CAPITOLINA

Si è tanto parlato della mancanza di glamour al Festival internazionale del film di Roma che quest’anno ha deciso di puntare sulla qualità, più dei nomi che dei film. Almeno fino ad ora.

Però oggi, almeno per oggi, la polemica intorno alla kermesse si è placata grazie all’arrivo di Sylvester Stallone sul red carpet dell’Auditorium Parco della Musica. Syl, dopo essere passato nei giorni scorsi per il Teatro di Tor Bella Monaca è arrivato al Festival per presentare il lungometraggio fuori concorso Bullet ti the head, la storia del sicario dal cuore tenero di cui è protagonista.

Per quanto riguarda il concorso, invece, oggi è stata la volta del terzo e ultimo film italiano in gara, E la chiamano estate, che, dietro la sua prima nazionale, ha lasciato un mare di polemiche per la lentezza e la resa ridicola di una storia d’amore che sulla carta poteva essere nuova.

Prospettive Italia, invece, ha dato conferma di essere la sezione più interessante di questo evento anche oggi grazie ad Acqua fuori dal ring la grande metafora delle lotte tra Africa e Italia diretta da Joeal Stangle.

L’Asia amata da Müller torna in quel del Festival con Duzhan (Drug War) di Johnnie To Kei-Feung il cineasta cult di Hong Kong che ha portato in concorso a Roma un gangstar movie sul traffico illegale di stupefacenti.

Domani la kermesse ospiterà nel concosro gli Stati Uniti con l’atteso film di Roman Coppola, la Francia con Un enfant de toi e l’Ucraina con Eterno ritorno: Provini.

E, per oggi, da questo rosso Festival è tutto.

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Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
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