Roma film fest – italian movies: recensione

UNO DEI PRIMI TENTATIVI DI COMMEDIA ITALIANA DAL PUNTO DI VISTA DEGLI IMMIGRATI, ARRICCHITO DALLA PRESENZA DI UN ISPIRATO FILIPPO TIMI

GENERE: Commedia

Generalmente quando si parla dei personaggi della commedia italiana di oggi, il ruolo degli immigrati è ridotto a macchiette sullo sfondo con cui i protagonisti intrattengono un rapido scambio di battute, nello stile delle vecchie Comiche. Ora al festival di Roma qualcosa sembra cambiare: Matteo Pellegrini porta infatti in Prospettive Italia una pellicola atipica, altalenante, ma anche audace, capace di fare degli immigrati dei personaggi a tutto tondo, discretamente scritti. Il film si chiama Italian movies ma non ha alcun riferimento all’industria cinematografica della nostra penisola. Anzi, l’argomento è totalmente differente.

Un gruppo di immigrati di Torino lavora la notte nei bagni degli studi televisivi della soap-opera Tormenti: quando un giorno alcuni di questi riescono a prendere in ‘prestito’ una telecamera, decidono di avviare una ditta che produce filmati di matrimoni, battesimi e celebrazioni varie per gli stranieri della loro città, battezzandola Italian Movies. La loro improvvisata ditta dopo un po’ riesce ad affermarsi in un business pieno di ostacoli, raggiungendo un successo inaspettato.

La pellicola, risultato di una co-produzione tra Italia e Russia, parte da un ‘concept’ piuttosto semplice, in cui la simpatia e il livello di disorganizzazione dei protagonisti ricorda un classico come I soliti ignoti, citato molto spesso dai nostri cineasti.  Si ha l’impressione tuttavia che all’inizio i personaggi sembrino troppo bidimensionali, viste le loro caratteristiche, fin troppo legate agli stereotipi sulle rispettive nazioni, ma dopo un po’ lo spettatore riesce ad empatizzare con loro, soprattutto quando si trovano alle prese con disavventure di gusto monicelliano. Colpisce ancora l’interpretazione di Alexei Duskov, protagonista de Il concerto, qui deliziosamente in parte nel ruolo dell’uomo delle pulizie che scopre un istinto per gli affari fuori dal comune. Filippo Timi invece è il villain della situazione, un produttore mefistofelico che non sembra avere pietà per nessuno, fino a quando almeno non si scopre il suo punto debole…

Ce n’è ancora di strada per fare una commedia come si deve con al centro degli immigrati come protagonisti. Italian Movies sembra comunque porre delle buone basi per un genere che potrebbe essere di immediato richiamo in futuro nel nostro paese.

(13 novembre 2012)

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