Roma film fest – Main dans la main: recensione film

IL FILM DELLA DONZELLI È UN OMAGGIO ALL’AMORE VERO E MATURO

main dans la main locandinaGENERE: commedia

DATA DI USCITA: n.d.

Eravamo in due”. Una delle ultime frasi di Main dans le main, film in concorso alla settima edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, custodisce l’essenza dell’opera cinematografica stessa. Il terzo lavoro della regista-attrice Valérie Donzelli (La guerra è dichiarata) racconta infatti una storia d’amore di quelle irresistibili, quasi ossessive. Al contrario di ciò che si potrebbe pensare, il sentimento viene trattato con profondità ma alleggerita da un pizzico di ironia, all’interno di una storia divertente anche se talvolta surreale.

Joachim (Jeremie Elkaim) è un giovane artigiano che vive con la sorella Veronique (Valérie Donzelli) e la sua famiglia fuori Parigi. In un giorno lavorativo si reca nella metropoli per riparare uno specchio all’interno dell’Operà. È qui che, perdendosi in quello che sembra un castello, incontra una principessa piangente che veste i panni reali di Helene (Valérie Lemercier) direttrice dell’Accademia. In un atmosfera apparentemente fiabesca, basta un bacio tra i due per non permettergli più di stare lontano l’uno dall’altra, non senza problemi.

Durante i 90 minuti dell’opera impariamo a conoscere queste due persone così diverse ma unite da un sentimento comune, che inizialmente viene scambiato per un’incantevole patologia. La Donzelli ci invita a guardare con attenzione cosa può provocare e quanto sia forte un’infatuazione, ma anche a riflettere sul modo in cui affrontarla quando diventa emozione. L’amore è l’impulso che coinvolge anima e corpo, ma bisogna stare attenti a rimanere sempre sé stessi e a non cercare di cambiare per il bene dell’altro.

La passione si può trovare spesso in un rapporto maturo, ma solo poche volte si tramuta nel desiderio di trascorrere una vita di coppia. Ciò comporta la necessaria scelta di prendersi le proprie libertà, nella consapevolezza che ciò possa solo che giovare ad esso. Per mettere su questa commedia, la regista si avvale ancora una volta nel cast del nome e dell’aiuto dell’ex compagno Elkaim, che assolutamente in parte ci conferma quanto vincente siano come coppia cinematografica.

Supportato anche da un’ottima colonna sonora che in alcune scene fa da co-protagonista, l’unica pecca del film è la poca realtà di alcune sequenze, che servono solo ad allungare il brodo quando se ne poteva fare decisamente a meno. Probabilmente non sarà il vincitore di questa edizione del festival capitolino, ma è pur sempre una buona commedia in pieno stile francese.

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"Il cinema non è solo un'esperienza linguistica ma, proprio in quanto ricerca linguistica, è un'esperienza filosofica".
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