Roma film fest: razzabastarda

 ALESSANDRO GASSMAN: IO COME PASOLINI? NON MIRAVO A QUESTO

“Il viaggio del film risale a Broadway dove Robert De Niro scopre il testo originale. Il film parla il linguaggio della strada ed ha dimostrato in teatro, con il titolo ‘Roman e il suo cucciolo’, di poter colpire profondamente il pubblico con 280mila spettatori in tre anni di repliche.

L’adattamento cinematografico è stato curato da Vittorio Moroni e dimostra che il mezzo filmico si adatta perfettamente a questa storia, entrando nelle pieghe più intime dei due protagonisti e raccontando il loro mondo così brutalmente attuale”. Così Alessandro Gassman ha parlato del suo primo film che lo vede dietro la macchina da presa per la prima volta nella sua carriesra.

La storia irrisolta di un padre e un figlio di origini rumene e zingare, per questo bastarde, è stato presentato oggi a la Mostra Internazionale del Cinema di Roma nella sezione Prospettive Italia. Qualcuno, forse in moto di eccessivo entusiasmo ha paragonato la pellicola di Gassman ai film di Pasolini.

Spiega così Gassman, dicendo che “non c’era una mira a questo” ridimensiona sorridente l’attore in nuova veste di regista e ricorda “ho debuttato diretto da mio padre in ‘Affabulazione’ di Pasolini: un trauma. Se fosse vivo ci regalerebbe film meravigliosi perché l’Italia sta cambiando”.

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