Roma film fest-steekspel: recensione film

PAUL VERHOE MOSTRA TUTTA LA SUA BRAVURA, CONFEZIONANDO UN’OPERA GROTTESCA E DIVERTENTISSIMA

Pensate alle montagne russe. Associatele ora al saliscendi di emozioni e reazioni umane. Scaldate il tutto con infedeltà, tradimenti e bugie. Il risultato è un film di pregevole confezione, 50 minuti di assoluto divertimento firmati dal maestro olandese Paul Verhoeven, Steekspel. Un mediometraggio che è al contempo ritorno alla regia per l’autore di Robocop, Atto di Forza e Basic Instinct tra gli altri, e progetto sperimentale per coinvolgere gli utenti della rete a proporre stralci di sceneggiatura in sequenza.

Così il pubblico ha risposto e scena dopo scena è nato questo film, storia di Remco, padre affettuoso ma marito fedigrafo, che in un vortice di situazione grottesco-familiari, si ritrova nell’arco di un paio di giorni a rivedere completamente il concetto intero della sua vita, specie nei rapporti di forza. Il debole del “sesso forte” per il “gentil sesso” ha sempre dei risvolti, sia drammatici che comici, imprevedibili e creativi, e alla fine la morale è sempre in agguato.

Il diavolo veste griffe olandesi in questo caso, le donne al centro del suo universo che ne annientano un mondo piccolissimo, fatto di scelte sbagliate una dietro l’altra. Verhoeven dopo aver giocato con un’ampia gamma di racconti, contraddizioni e anneddoti sottoposti con bravura al cinema di Hollywood, torna in Europa e torna ad esprimere un cinema di altissima qualità, sofisticato pur nella leggerezza del suo tocco, elegante in cabina di regia, dal montaggio frenetico e con attori in palla, pur in una produzione low budget. Quando hai un’idea forte il cinema vien da sé e non puoi far altro che filmarlo. 

Aggiungiamo che il trailer qui sotto lo presenta invece come un thriller, quando è una commedia brillante: geniale!

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