Roma film fest: walter hill incontra il pubblico

PREMIO ALLA CARRIERA PER IL REGISTA DI “BULLET TO THE HEAD”

Presentato proprio ieri fuori concorso il suo nuovo lungometraggio Bullet to the head e reduce dall’aver ricevuto il Maverick Director Award, primo premio consegnato in quel del Festival Internazionale del Cinema di Roma, Walter Hill questo pomeriggio ha incontrato il suo pubblico.

Sul palco della Sala Petrassi il cineasta si è mostrato generoso di parole intervallate dalle clip dei suoi numerosi film (Geronimo, Strade di fuoco, The driver, The Warriors) e non si è trattenuto nell’attaccare Hollywood: “oggi è molto diversa da quella dei miei esordi – ha affermato – so che il mio può sembrare il classico discorso da anziano brontolone, ma è vero. A quei tempi si stava meglio, ci si divertiva di più, si viveva in una dimensione quasi circense. I soldi contavano, certo, ma concentrarsi troppo sul business come sull’arte contribuiva a decretare il fallimento di un prodotto. Adesso, invece, mi sembra che il business abbia letteralmente sopraffatto la capacità di raccontare le storie. Tutto è molto standardizzato.

Probabilmente a causa della televisione ci siamo abituati ad una forma di montaggio diversa, più rapida”.

Hill poi ha spostato il discorso sul presente e il futuro del western, genere di cui è il maetro indiscusso “credo si sia perso qualcosa che nei vecchi western era fondamentale e cioe’ una certa idea un po’ cerimoniale dell’America, un’idea che è presso che scomparsa. Oggi la gente non ha più tanti rapporti con le sue radici rurali, e questo ha decretato il declino del genere” afferma.

E infine il regista, che confessa “non rivedo mai i miei film: bisogna andare sempre avanti” si lascia scappare una promessa: arriverà il seguito di Baby Jane.

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Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
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