Cine-panettone addio?

PARABOLA DI UN GENERE IN VIA DI ESTINZIONE

La morte celebrale, o quantomeno il coma farmacologico del tanto discusso cine-panettone è arrivata con un clamore ed un tempismo maggiore di quello che si potesse pensare. La cartella clinica è ormai compilata e i dati del box office del week end lungo, usciti nella giornata di ieri, hanno confermato la diagnosi a lungo temuta.

Il milione e 300mila euro racimolati da Colpi di fulmini, nelle sale dal 13 dicembre, rappresentano a memoria del sottoscritto un record negativo per un esordio del film di natale targato Filmauro. Perfino Tutto Tutto Niente Niente, riesce a doppiare questa cifra, dimostrando un’appeal maggiore di quanto sperato forse dallo stesso Albanese (il film peraltro non si distingue per spessore).

La Filmauro, che ricordiamo da quest’anno viene distribuita dalla Universal, l’anno scorso con “Vacanze di Natale a Cortina”, titolo che doveva sancire la rinascita del genere con gli opportuni aggiustamenti, si fermò a meno di 12 milioni di euro.
Ora gran parte della credibilità di DeLaurentiis, si giocherà su quelli che saranno gli incassi totali al termine delle vacanze di Natale. Di sicuro il film non ha entusiasmato la stampa di settore che ha rilevato la inconsistenza dell’episodio con protagonista De Sica; elogiando per converso la verve comica del duo Lillo e Greg.

D’altronde lo stesso Christian De Sica lo aveva detto esplicitamente qualche giorno fa: “Sono stato abbandonato, mi sono sentito solo, senza una spalla vera. M’hanno fatto fare il romantico… La storia è carina, gentile, anche se avevo qualche perplessità sull’età del personaggio. Ma poi l’episodio comico di punta l’anno dato a Lillo & Greg”.
Peccato, perché il navigato Christian si sbatte anima e  regala momenti di comicità pregevole, “sordiana” nei panni di uno psichiatra presunto evasore fiscale romano che si finge prete per sfuggire a Equitalia e si nasconde nel Trentino dove si invaghisce della carabiniera Luisa Ranieri.

Perplessità che erano state avanzate in fase di lavorazione anche dal regista Neri Parenti, altra figura chiave del successo del cine-panettone ed ora invece definitivamente allontanatosi da Filmauro.
“Ci siamo separati civilmente (con De Laurentiis ndr), dopo 17 anni”. 
Le prime avvisaglie si erano già riscontrate in alcune dichiarazioni a mezzo stampa rimbalzate tra i due, ma forse a giocare un peso fondamentale sono state le imposizioni del produttore: a cominiciare dall’ingaggio di Arisa nel ruolo di un’inattendibile perpetua lucana in stile

La storia che aveva in mente Neri Parenti era quella di un altro “colpo di fulmine”: tra un sessantenne e una ventenne che scoprono alla fine d’esser padre e figlia, con le complicazioni comiche del caso.
Un po’ troppo secondo la visione di Aurelio.

Sulla questione cinema italiano di qualità e incassi ha tenuto a dire la sua anche De Sica: “Se il film di Natale è morto, gli altri generi sono in decomposizione. Da anni sento intonare il requiem. Sempre dalle stesse persone. C’è un accanimento che non capisco. La nostra è una farsa, una pochade, una commedia. Non la ricerca sui tumori. La verità è che in Italia non ti perdonano il successo. Non lo accettano. Non te lo fanno passare. Non vedono l’ora di vederti sotto terra. Altrove, a un attore con 40 anni di cinema sulle spalle, dedicano retrospettive e onori”.
Se si esclude “Benvenuti al sud”, i film più visti dell’anno scorso sono stati “Immaturi” e il nostro scorso cine-panettone”.

Tutto ora dipenderà dal risultato al botteghino delle oltre 500 copie in sala. I concorrenti quest’anno non mancano.
Quello che appare certo e che il suo più illustre protagonista non getterà bandiera bianca.

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Onnivoro cinematografico e televisivo, imdb come vangelo e la regia come alta aspirazione.
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