Quartet: recensione film

INTERESSANTE ESORDIO DA REGISTA PER IL CELEBRE ATTORE DI TOOTSIE, DUSTIN HOFFMAN

GENERE: drammatico

DATA DI USCITA: 24 gennaio 2013

Il film di apertura del TFF è il primo film in quanto regista dell’attore Dustin Hoffman. La storia si svolge a Beecham House, una casa di riposo per ex musicisti e cantanti lirici famosi. Cecily (Pauline Collins), Reggie (Tom Courtenay) e Wilfried (Billy Connolly) sono tre amici che cantavano insieme in un quartetto durante i loro tempi di gloria. Sono tutti felici di preparare l’annuale spettacolo per l’anniversario di Verdi… fino all’arrivo di una nuova coinquilina che farà cambiare le dinamiche della casa.

Infatti, arriva Jean (Maggie Smith), l’ex moglie di Reggie e membro del quartetto. Vorrebbero che Jean partecipasse allo spettacolo ma lei si rifiuta di cantare. Reggie è di nuovo coinvolto nella loro storia d’amore passata, e il malincuore che possedeva nei confronti di Jean torna a farsi sentire. Lui cerca di evitarla il più possibile, fino a quando non sia obbligato a convincerla di partecipare alla loro festa…

Questa è la casa della felicità, nonostante l’età avanzata dei protagonisti tutti vivono la loro vita fino in fondo. Amano la vita e ci trasmettono la loro gioia di vivere! Ogni personaggio ha la sua personalità che lo rende dolce e ci permette di affezionarsi. Wilfried si comporta da adolescente, rifiutandosi di invecchiare e corteggiando tutte le donne della casa, dalla più giovane alla più anziana. Cecily inizia a perdere la memoria, rendendola fragile e dipendente dai suoi due amici che sono sempre presenti per lei.

Reggie accetta invece la sua situazione e cerca di renderla la più normale possibile. Insegna l’Opera ad una classe di giovani ragazzi che viene a Beecham House per trovare i vecchietti. Jean ha paura di cantare di nuovo, sapendo che la sua voce non sarà mai quella che fu quando era più giovane. Malgrado i loro problemi, sono tutti presenti gli uni per gli altri, aiutandosi e sostenendosi.

Un’ode ai giorni sempre troppo pochi che ci restano da vivere. Una commedia piena di humor, in cui lo spettatore si emoziona, ride e spera in un futuro positivo e pieno di sorprese. Il messaggio che resta è quello che non è mai troppo tardi, per qualsiasi cosa. Amore e gioia sono condivisi con lo spettatore, senza togliere la consapevolezza che prima o poi tutto finirà con il monito: vivere quindi intensamente ogni momento che abbiamo.