Quentin tarantino presenta "django unchained" alla stampa

IL REGISTA DEL WESTERN CON LEONARDO DI CAPRIO CHIARISCE ALCUNI ASPETTI DEL SUO NUOVO FILM E SULL’EDIZIONE HOME-VIDEO

Ho sempre voluto fare un film sull’orrido passato degli Stati Uniti alle prese con lo schiavismo. Ma non volevo qualcosa di Storico con la S maiuscola, volevo lavorarci all’interno di un determinato genere”. Così il regista di capolavori come Pulp Fiction e Inglorious Basterds, Quentin Tarantino apre il suo incontro con la stampa a New York in attesa che il nuovo Django Unchained esca nelle sale statunitensi questo Natale.

Gli stessi film che si svolgono durante lo schiavismo, tendono ad evitare l’argomento, perché fa parte della colpa collettiva di ognuno nel nostro paese”. Sono parole dure, che non fanno che aumentare le aspettative per quello che si presenta come il secondo titolo sulla Storia vista da Tarantino dopo il film dedicato agli ebrei cacciatori di nazisti. Ad un certo punto al controverso regista è stato chiesto se c’è un taglio più lungo della pellicola, che già nella versione prevista nelle sale dovrebbe sfiorare le tre ore (165 minuti, stando a imdb.com).

Tarantino ha risposto positivamente e, pur constatando che quella che vedremo sul grande schermo sarà la versione definitiva, prossimamente potrebbe apparire in Home Video una nuova edizione del film con delle scene inedite di tale portata “da cambiare la storia del film”. Roba da far mandare in estasi i Tarantiniani DOC. A quanto pare sarà una versione simile all’ottima Extended che Costner fece di Balla coi lupi portando il film vicino alle quattro ore. Il produttore Weinstein era propenso a fare due film di Django, ma Tarantino è stato irremovibile: questo film è come un’Odissea, va’ goduto in una sola tranche, dall’inizio alla fine. Non ci sono neanche i classici sbalzi temporali, caratteristica del regista di Knoxville da Le iene in poi.

Leonardo Di Caprio, alle prese con il suo primo ruolo di cattivo e già in odore di Oscar ha detto che si è trovato a disagio a recitare certe scene e più volte domandava al regista “Devo proprio essere così violento?”. Fortunatamente l’attore è riuscito a reggere la sfida e in alcune scene sfiora una crudeltà che nessuno si sarebbe aspettato dall’attore ai tempi in cui era l’idolo delle ragazzine urlanti, fan di Titanic. Anche Jonah Hill (Superbad, 21 Jump Street) ha detto la sua, pur facendo un breve cameo nel film. “Io faccio questo lavoro anche per girare assieme a grandi registi. E non m’importa se Tarantino mi vuole per fare una comparsata, io sarò comunque felicissimo di lavorare con lui”.

Quanto alle scene di schiavismo più dure, l’attore prima di girarle si è rivolto a Sidney Poitier, l’attore afroamericano vincitore dell’Oscar, vittima a suo tempo di pregiudizi razziali. Il divo noto per la sua incarnazione dell’Ispettore Tibbs lo ha incoraggiato dicendogli che lui è nato per dirigere quel film.

Noi ovviamente aspettiamo trepidanti il nuovo western dal 17 gennaio nelle nostre sale e speriamo che questo possa essere il primo di una lunga serie titoli che sappiano guardare allo schiavismo con curiosità storica e indignazione per quella che è stata una delle pagine più buie del passato degli Stati Uniti.

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