Week end al cinema: le uscite in sala della settimana

DALLA TRASPOSIZIONE DEL ROMANZO DI DICKENS FINO AD ARRIVARE ALLA COMMEDIA FRANCESE, CE N’È PER TUTTI I GUSTI

Il Natale è alle porte mentre il freddo, quello vero tipico di questo periodo, è già arrivato. E qual è il modo migliore per trascorrere al caldo questo primo week end di dicembre? Sicuramente il cinema è l’idea migliore per riscaldare corpo e anima. Quindi, come ogni settimana ecco una selezione dei migliori film usciti in sala. Uno per ogni curioso

FILM IN SALA

GRANDI SPERANZE-per curiosi classici

Portare sul grande schermo un classico del calibro di Grandi Speranze di Dickens è sempre una scommessa. E nonostante la grandezza del regista Mike Newell è facile perdere o cedere alla banalità. Ma la colpa non è solo del cineasta infatti il punto debole della sua ultima fatica è sicuramente la sceneggiatura, e il colpevole è David Nicholls, che già aveva commesso non pochi danni con il suo One Day. Lo sceneggiatore si è limitato a raccontare le vicende di Pip, orfano fortunato dalle grandi aspirazioni che si ritrova all’improvviso ricco e libero di dare sfogo ai suoi desideri, e visto la quantità di intrecci e sorprese presenti neanche troppo bene, con un finale in cui è evidente anche per chi non abbia letto il libro che molto è stato saltato e il restante compresso a forza per rimanere nel tempo richiesto. 

TROPPO AMICI-per curiosi d’oltralpe

Eric Toledano e Olivier Nakache tornano nelle sale italiane dopo il successo di Quasi amici ma lo fanno con una pellicola che già era uscita in Francia nel 2009, quindi precedente al loro lavoro candidato agli Oscar come miglior film in lingua straniera. Il film narra le vicende di una famiglia disfunzionale, di quelle che vengono spesso trattate dal cinema ‘indie’ statunitense. Qua purtroppo a differenza di titoli come Quell’idiota di nostro fratello e le commedie targate Apatow sulla sindrome di Peter Pan, si ride assai poco e non si può che storcere il naso di fronte a personaggi così abbozzati, come il ragazzo di colore medico che tutti scambiano per infermiere: una gag così era vecchia negli anni ’80, figuriamoci adesso. E non basta la simpatia di Omar Sy, già visto in Quasi Amici, a salvarla.

SCUSA, MI PIACE TUO PADRE-per curiosi serials addicted (e non solo)

Il cast dell’opera prima di Julian Farino sarà sicuramente noto a chi mastica telefilm d’oltreoceano e nonostante il titolo che, come spesso accade, è stato massacrato nella versione italiana, questa pellicola è degna di nota e divertimento: siamo a Orange Drive sobborgo del New Jersey dove la vita di due famiglie, i Walling e gli Ostroff, proseguono tranquille per tutti i componenti, o quasi. Nina, infatti, la primogenita degli Ostroff (interpretata da Leighton Meester che al di fuori del ruolo di Blair Woldorf in Gossip Girl è una piacevole scoperta come interprete) che non sopporta la vita provinciale del luogo in cui è nata ma che torna, dopo molto tempo, a casa per il Natale a causa di una cocente delusione amorosa. Tra la ragazza e il capo famiglia dei Walling, David, nasce una storia d’amore che spezza la serenità delle due famiglia e del gentile sobborgo.

VORREI VEDERTI BALLARE-per curiosi di italian movie

Girato nel 2009 ma degno di distribuzione solo oggi il film di Nicola Deorsola tocca moltissimi temi cari al cinema: la solitudine, il rapporto genitori figli, il labile distacco che c’è tra l’essere e l’apparire e, ovviamente, l’amore. Martino (Giulio Forges Davanzati) è uno studente di psicologia, per costrizione del padre che esercita la professione (Alessandro Haber) che ha perso la madre a 13 anni e che ha due grandi passioni: le tartarughe e Ilaria (Chiara Chiti) una ballerina classica che spesso spia durante i suoi allenamenti dal balcone di casa. Quando scopre che la ragazza si rivolge a suo padre per risolvere i suoi problemi alimentari il ragazzo si finge psicologo e riuscendo, lentamente, a sciogliere i nodi nella testa di Ilaria.

THE GREY-per curiosi avventurosi

The Grey, atipico melange tra film d’avventura e dramma esistenziale, è ideale per un pomeriggio tra amici, per chi cerca brividi che il cinema horror attuale non da più, visto che i lupi qui fanno più paura di demoni ed enigmisti vari… Ma è anche un film sulla disillusione e sulla mancanza di speranza che la crisi ha portato negli USA e di conseguenza nel mondo. Eppure in questo paesaggio prossimo al disastro, un’esile speranza vive ancora, ma bisogna combattere per raggiungerla. Tanto di cappello a Carnahan per avercelo fatto capire con questa pellicola.

RUBY SPARKS-per curiosi di commedie d’autore

Dopo Little Miss Sunshine, valso alla coppia un Oscar per la miglior sceneggiatura originale, ecco che Dayton e La Faris portano sul grande schermo una nuova commedia dal carattere indie, delicata e che si avvale di un ottimo cast di attori, capitanati da Paul Dano e Zoe Kazan (che tra l’altro sono una coppia anche al di là del patinato mondo della celluloide), e con l’amichevole partecipazione anche di Antonio Banderas: un ex enfant prodige della scrittura (Paul Dano), dopo 10 anni dall’uscita del suo primo ed unico romanzo, diventato un best seller della letteratura americana, non riesce più ad avere idee per un nuovo lavoro da mettere su carta. Ecco che una notte sogna una ragazza, Ruby Sparks, e miracolosamente la donna si presenta, all’improvviso nella vita del giovane scrittore senza idee. Lo scrittore scopre anche di poter far fare alla ragazza tutto ciò che vuole, basta soltanto che lo scriva sulla pagina bianca e con la sua macchina da scrivere.

MOONRISE KINDOM-per curiosi visionari Lo stile visionario ed eccentrico del regista americano Wes Anderson, padre dei Tenenbaum, ritorna in questa nuova avventura filmata che ha tutto il sapore di un romanzo di formazione: siamo catapultati nell’estate del 1965, come evidenzia la grana vintage della pellicola. La macchina da presa indugia con le sue geometriche inquadrature all’interno delle stanze concatenate di una villetta nel New England, in cui vivono il signore e la signora Bishop (rispettivamente Bill Murray e Frances McDormand) coi loro figli. Susy (interpretata dall’esordiente Kara Hayward) è una dodicenne incompresa, alle prese coi turbamenti adolescenziali, che appare problematica agli occhi dei genitori. Sulla stessa isola, un gruppo di scout ha fissato le proprie tende sotto la guida del capo scout Ward (Edward Norton). Tra queste giovani marmotte c’è Sam Shakusky (Jared Gilman, anch’egli alla sua prima apparizione), un ragazzino orfano, che non riesce a socializzare con i suoi compagni ed è definito “emotivamente disturbato” dalla famiglia a cui è stato affidato.  I due giovani protagonisti, accomunati da una sensibilità affine, si sono conosciuti tempo prima durante una recita, diventando amici di penna, fino ad organizzare nei minimi dettagli una fuga insieme. Sam e Suzy si inoltrano nei boschi. Il ragazzino sfodera le sue abilità da boy scout per far colpo sulla sua compagna d’avventura, che non ha portato con sé mezzi di sopravvivenza ma solo un giradischi, i suoi libri preferiti e il suo binocolo…

SI PUÒ FARE L’AMORE VESTITI?-per non curiosi

Aurora (Bianca Guaccero) è una sessuologa che da anni lavora nell’anonimato della metropoli romana, per motivi familiari, però, si ritrova a dover tornare nel suo paesino di origine in Puglia dove il suo mestiere sembra essere solo sinonimo di quello più antico del mondo. L’iniziale ritrosia della comunità, come è naturale che sia, si tramuta in curiosità: ed ecco che le menti si aprono e cambiano i giudizi, ammorbidendosi. Con una regia estremamente semplice che ha la pecca di essere molto televisiva Ursiti tocca un tema non nuovo al cinema nostrano in maniera spudoratamente banale ma senza la presunzione di aver girato un prodotto d’elite. La storia non desta sorprese nella sua scrittura, con tanto di parentesi amorosa tra la protagonista e uno e il suo amico d’infanzia Andrea (Corrado Fortuna), ma i personaggi macchiettistici della comicità italiana più pura, quelle che basa la sua ironia sull’accento e sull’estrema contestualizzazione, ammorbidiscono la banalità della scenegg

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Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
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