Django Unchained: pro e contro

LA REDAZIONE SI CONFRONTA SULL’ULTIMO FILM DI QUENTIN TARANTINO

È arrivato nelle sale lo scorso 17 gennaio Django Unchained l’attesissimo film di Quentin Tarantino già vincitore di un Golden Globes 2013 per la miglior sceneggiatura originale e candidato a ben 5 premi Oscar. Come di consueto la redazione si confronta sulla pellicola e, stavolta, non riesce a non essere in quasi completo accordo. Anche se alcune cose, ad alcuni di noi non sono piaciute. Fateci sapere voi, se l’avete visto, cosa ne pensate!

IL FILM MANTIENE LO STILE DEL REGISTA?

SANDRA MARTONE: Django è Tarantino all’ennesima potenza, come regia, morale, stile e sceneggiatura. È il riassunto duro e puro della poetica di un regista che non solo è un innovatore ma che è stato in grado di creare un vero e proprio genere unendo l’exploitation al cinema italiano di genere che in questo caso è il western.

VALERIA VINZANI: l’ultimo lavoro di Tarantino è in pieno suo stile. Ha attualizzato il western in chiave moderna, seppur con una storia di altri tempi. Le interpretazioni forti che colpiscono lo spettatore rendono il lavoro ancora migliore, anche se il regista si perde in dettagli insignificanti, che allungano la sua durata. Alcune scene sono superflue e banali, come il ballo a cavallo finale, e ridicole, come alcuni spari che colpiscono i personaggi, che invece di colpi di pistola sembrano uccisi dalla forza di un uragano che li porta via. Nel complesso però, il rosso del film è ciò che caratterizza la sua filmografia, e anche in Django non è da meno.

QUALE TIPO DI PUBBLICO POTREBBE CONQUISTARE?

SANDRA MARTONE: il pubblico che l’opera può attrarre è vastissimo: ovviamente in primo luogo i fan del regista ma anche i cultori del western e, perché no? Gli amanti dello splatter, ma dello splatter con stile.

VALERIA VINZANI: Tarantino da sempre prende un po’ tutti gli amanti del cinema in generale. Dai più giovani che lo idolatrano per la violenza ad effetto, ai culturi del cinema d’autore, agli amanti della sua filmografia, o chi semplicemente vuole vedere un ottimo lavoro cinematografico. Il regista americano ogni volta che torna sul grande schermo con i suoi film, aumenta di gran lunga il numero dei suoi seguaci spassionati.

LO CONSIGLIERESTI?

SANDRA MARTONE: lo consiglio, lo consiglio senza se ma con un ma: Tarantino è un regista grandioso e da lui ci si aspetta tantissimo. Se in Bastardi senza gloria aveva leggermente deluso creando, dal mio punto di vista, un film più fragile del solito, con Django Unchained è all’altezza di ogni aspettativa e si ferma qui. Ed è da questo pensiero che nasce il mio ma Tarantino ti da tutto quello di cui da lui ti aspetti, che è moltissimo, niente di più. E questa non è una critica ma una considerazione che mi fa pensare che quando lui ha detto, tempo fa, di voler chiudere, forse non aveva tutti i torti anche se io sono ancora in attesa di un Kill Bill vol. 3.

VALERIA VINZANI: assolutamente lo consiglio, perché sebbene abbia dei punti che non mi hanno convinto, e sebbene non sia nella mia top3 tarantiniana, i film di un regista del suo calibro sono sempre eccellenti opere che rientrano nei livelli più alti del cinema contemporaneo! E Django Unchained, in fin dei conti lo è, grazie ad una buona regia, meravigliosa fotografia, e straordinarie interpretazioni.

 

 

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"Il cinema non è solo un'esperienza linguistica ma, proprio in quanto ricerca linguistica, è un'esperienza filosofica".
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