Karawan:il primo festival itinerante a torpignattara, cuore multiculturale romano

INTEGRAZIONE, DIVERTIMENTO E FESTA: I TRE INGREDIENTI PRINCIPALI DEL KARAWAN A TORPIGNATTARA

E’ con estrema gioia che Film4Life vuole parlarvi di Karawan, il primo festival sui temi dell’immigrazione a Roma nel senso più positivo del termine; perché immigrazione, non equivale solo a scontro ma anche a meraviglioso incontro e intreccio di culture. E qual’è il quartiere più adatto ad ospitare un festival di questo genere? Torpignattara of course!

Con la molteplicità di culture che vi vivono all’interno, Torpignattara è per eccellenza il cuore multietnico di Roma ed è qui che si osservano, integrazione, intreccio, convivenza, ed è qui che gli uomini e le donne del comitato di quartiere Torpignattara e l’associazione “Bianco e nero” hanno pensato insieme alla creazione di questo festival: “Senza saperlo tutti noi stavamo autonomamente lavorando intorno all’idea di fare cinema itinerante, di farlo sui temi dell’immigrazione, di farlo in modo divertente e di farlo a Torpignattara. Abbiamo così creato un grande contenitore, che fosse contraddittorio per natura e mutevole per necessità. Proprio come questo quartiere. Lo abbiamo chiamato Karawan, così che fosse immediatamente evidente lo spirito di un percorso che vuole essere programmaticamente non drammatico, ma popolare, ironico, divertente e divertito”.

Un Festival che è iniziato a novembre e continuerà fino a giugno con una serie di rassegne ed eventi culturali per culminare nel grande evento finale denominato Migrazioni in cui il cinema si trasferisce nelle quattro piazze storiche di Torpignattara; 4 giornate di festa e cinema in 4 piazze, coinvolgendo tutte le comunità, tutte le associazioni, tutti i livelli di bellezza e contraddizione che rendono unico questo pezzo di Roma. Trasformandosi in una festa di paese dove, oltre al cinema, ci sarà spazio per una mostra del commercio equo e solidale, djset internazionali, aperitivi a km 0, laboratori per bambini e persino un mundialito fra le nazionali under 12 delle diverse comunità.

Il nostro obiettivo è riappropriarci degli spazi e trasformarli, creare un sano scompiglio”, dicono gli organizzatori. Per il momento i luoghi che partecipano al festival sono, la galleria d’arte WunderKammern, la Piccola Orchestra di Tor Pignattara e gli architetti di Studio Lunik. Il programma, come del resto è il principio del festival, è in corso di definizione ma novembre è stato il mese del cinema arabo, gennaio quello del cinema cinese, marzo è dedicato alla cinematografia rumena e maggio a quella bangladese. Ogni sera, dal venerdì alla domenica, verrà proiettato un film. Mentre il sabato pomeriggio si svolgerà un incontro con operatori di settore e/o rappresentanti istituzionali, associazioni e comitati del quartiere.

Non cerchiamo il consenso intellettuale ma quello delle comunità migranti che hanno fatto di Torpignattara e dell’Italia la loro casa”.

Inoltre il Karawan Festival, colpisce anche perché è autofinanziato: “Nel frattempo stiamo cercando degli sponsor e abbiamo avviato una piattaforma di crowd founding (per contribuire clicca qui) per reperire risorse attraverso la rete. In pochi giorni abbiamo raccolto 250 dollari. Che, ironia della sorte, provengono tutti da cittadini stranieri”. 

Andate tutti a vedere com’è Torpignattara in festa e apriamoci alla cultura: non può che insegnarci qualcosa.

“Non abbiamo l’ambizione di denunciare ma di integrare.

Non abbiamo intenzione di spiegare ma di divertire.

Non ci interessa tendere una mano ma abbracciare.”

About Valentina Calabrese 326 Articoli
Critica e ufficio stampa free lance si autodefinisce "agonista del cinema".
Contact: Facebook