Scorie in libertÀ, l’incredibile avventura del nucleare in italia: 29 e 30 gennaio al detour

IL REGISTA GIANFRANCO PANNONE IN VISITA A ROMA PRESENTA IL SUO ULTIMO DOCUMENTARIO  

Dopo il successo delle precedenti proiezioni  e dei numerosi Festival a cui ha partecipato, il 29 e 30 gennaio p.v. “Scorie in libertà”, il doc di Gianfranco Pannone sul nucleare in Italia, sarà presentato al cinema Detour di Roma in via Urbana 107. La proiezione si svolgerà  alle ore 21.00 alla presenza del regista.

A Borgo Sabotino, a cinque chilometri da Latina, nel 1963, in pieno Boom economico, fu attivata una centrale nucleare su progetto inglese, allora la più grande d’Europa, accolta da tutti con entusiasmo e la cui prima pietra era stata inaugurata da Enrico Mattei. A distanza di ventiquattro anni dal referendum del 1987 che sancì la fine del nucleare in Italia, il regista Gianfranco Pannone, negli anno Ottanta membro del comitato antinuclearista locale, indaga sulla storia del reattore di Latina con l’aiuto di vecchi amici e abitanti del luogo. Scorie in libertà è girato in prima persona, sotto forma di diario politico-personale. Fanno da sfondo al film il serrato dibattito in seguito alla decisione del Governo Berlusconi di attivare con i francesi un nuovo piano nucleare nazionale e il referendum del 2011 che ha di nuovo fermato il nucleare italiano.

Molti gli elementi di denuncia che emergono dal film documentario. Dai tumori, alla tiroide e non solo, che sul territorio Pontino risultano superiori alla media nazionale, alla presenza, inaccettabile, di un poligono di tiro a due passi dal reattore, che tra l’altro contiene ancora parte delle scorie nucleari. Fino ad arrivare al paradosso dei cosiddetti “pesci cinesi”, cioé cefali deformi nati nel canale di scolo della vecchia centrale nucleare. Lungo cinquant’anni, la gente del posto, perlopiù, ha continuato a far finta di niente e si è messa a costruire case su case, più o meno abusive, persino a 600 metri dal reattore. Ma c’è anche un altra storia. A due passi dal reattore di Borgo Sabotino, svetta un secondo piccolo impianto nucleare mai andato in funzione: il Cirene.

Quel reattore sperimentale e militare, di costruzione tutta italiana, negli anni Ottanta avrebbe dovuto sancire l’autonomia nucleare del Paese, e forse per questo non andò mai in funzione…“Ho constatato che a Roma e in altre città il pubblico è molto interessato al mio film. Non solo perché tratta di un argomento ancora tabù per i nostri media, come lo è il sito nucleare di Borgo Sabotino, ma perché esistono in Italia tante altre servitù come quelle che hanno prodotto l’inquinamento da amianto a Casale Monferrato e quelle che continuano ancora oggi a spargere veleni  su Taranto. Insomma – dice il regista –  su ambiente e salute da anni c’è un’emergenza nazionale e chi vede il mio film capisce che la questione ci riguarda tutti”. 

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