Speciale oscar 2013: steven spielberg

RITRATTO DI UNO DEI REGISTI HOLLYWOODIANI PIU FAMOSI AL MONDO

Ebbene sì, come potremmo non definire Steven Allan Spielberg, nato a Cincinnati, Ohio nel 1946, uno dei registi più famosi a livello globale? Stiamo parlando dell’autore di film campioni di incasso che hanno fatto la storia di Hollywood. Basta nominare E.T telefono casa e tutti presteranno attenzione, nonostante sia un film girato più di trent’anni fa.

Non solo regista, ma anche sceneggiatore e intelligente produttore, Spielberg, era votato alla regia fin da quando, all’età di 7 anni, cominciò a girare film amatoriali d’avventura in 8mm, utilizzando come attori i suoi amici e compagni di scuola. Enfant prodige dell’entertainment, già nel 1959 a soli tredici anni firma il cortometraggio western The Last Gun, cui seguiranno Fighter Squad (1961), Escape to Nowhere (1961), Firelight (1964). Sono filmini amatoriali girati in 8mm che dimostrano la capacità innata di Spielberg bambino alla regia. Il mondo sembra però non capirlo ancora, infatti, dopo il diploma presso l’Arcadia High School di Phoenix, decide di frequentare la University of Southern California, ma viene respinto due volte all’esame di ammissione, ripiegando sulla California State University, dove studia lingua e letteratura inglese. 

Nel 1968 però, abbandona l’università per dedicarsi alla professione di regista; conosce il produttore televisivo Sidney Sheinherg che gli affida la realizzazione del cortometraggio Amblin nel 1968. Il cortometraggio ha un buon successo e Spielberg viene spedito a Los Angeles per lavorare in televisione, firmando un episodio del film tv Night Gallery. Poi ne seguiranno tanti altri, ma uno dei suoi primi, seppur flecili ancora successi sarà il film tv Duel, rifacendosi a un racconto di Richard Matheson, più tardi distribuito anche nelle sale cinematografiche in Europa, Australia e Giappone con l’aggiunta di quattro scene. Il film, sceneggiato dallo stesso Matheson è un thriller su un impianto road movie e narra dei tentativi di un incolpevole automobilista di sfuggire agli attacchi di un enorme camion impazzito guidato da uno sconosciuto conducente.

Il film è diventato nel tempo un cult movie più volte riproposto in home video e sarà proprio uno dei suoi più amici George Lucas a raccontare che, inizialmente dubbioso sulle qualità del regista, alla proiezione pensava di riuscire a vederne solo 10 minuti, mentre invece rimase nella sala per tutta la durata del film. Più sicuro di se stesso, Steven Spielberg continua il suo percorso verso il successo finché nel 1975 arriva davvero, lasciando tutti a bocca aperta con Lo Squalo, che batte ogni record, incassando circa 470 milioni di dollari. A soli trent’anni Spielberg era uno dei più famosi autori della New Hollywood composta da George Lucas, John Landis, Francis Ford Coppola, Martin Scorsese e Brian De Palma.

Dopo molte proposte, Spielberg si concentra su che lo affascina fin da piccolo: girare un film sugli UFO. Nel 1977 il suo progetto diventa realtà con la realizzazione di Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977), un vero e proprio classico della fantascienza interpretato da uno dei suoi attori prediletti Richard Dreyfuss. Gli anni passano e Spielberg conserva tutta la sua abilità, collezionando sempre maggiori successi; nel 1981, la collaborazione con il suo amico George Lucas, lo porta a dirigere uno dei suoi più grandi capolavori: I Predatori dell’Arca Perduta con Harrison Ford nei panni dell’archeologo avventuriero, Indiana Jones. L’idea del personaggio è di George Lucas, un voluto omaggio ai serial e ai fumetti degli anni trenta. Le scene d’azione del film, furono realizzate secondo i canoni dei film a basso costo, usando tecniche ed effetti speciali propri degli anni nei quali il film è ambientato.

Un omaggio dei due autori al cinema d’azione degli anni Quaranta che continua per altri tre episodi: Indiana Jones e il Tempio Maledetto (1984), Indiana Jones e l’Ultima Crociata (1989, con Sean Connery) e Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo (2008).  Un anno dopo la prima avventura di Indiana Jones, Spielberg torna a trattare di alieni, realizzando E.T. l’extra-terrestre, la storia dell’amicizia tra un ragazzo e un piccolo alieno che tenta di tornare a casa. E.T. batté ancora una volta tutti i record d’incasso dell’epoca, rimanendo insuperato per molti anni. Il film valse al regista la terza nomination all’Oscar dopo quella per I predatori dell’arca perduta. Le qualità di Spielberg regista non superano in realtà quelle di Spielberg produttore, il quale, con la sua fertile intelligenza commerciale, decide di produrre nel 1985 il primo film de Ritorno al Futuro, uno dei film più famosi al mondo.

La sua carriera continua, alternando anche alcuni flop, che però non la sua fama, nel 1993 arriva infatti l’ennesimo clamoroso successo: Jurassic Park con Samuel L. Jackson. Nello stesso anno poi, gira il film che gli fa vincere finalmente il meritatissimo Oscar. Un lungometraggio che, nonostante l’enorme incasso, non è paragonabile ai record precedenti, ma che ha l’importanza di mostrare uno Spielberg diverso, più intimo; sto parlando di Shindler’s List, dove, per la prima volta in tutta la sua carriera affronta un tema come l’Olocausto. L’Academy che fino ad ora lo snobbava lo premia con clamore: “era riuscito a filmare l’infilmabile”, pagando il debito con il suo popolo. Poi, nel 1998 è la volta di un’altra pellicola ad alto contenuto sociale, Salvate il soldato Ryan, nel quale mostra nei primi venti minuti della pellicola, il D-Day, lo sbarco degli alleati in Normandia il 6 Giugno del 1944, in tutta la sua crudele ed umana realtà. Un successo internazionale che gli fece conquistare una seconda statuetta come miglior regista, battendo La vita è bella di Roberto Benigni.

Il resto della sua filmografia è alternata da pellicole fantascientifiche come A.I. Intelligenza Artificiale (2001) e altre di diversi generi come Prova a prendermi(2001) con Leonardo DiCaprio, Christopher Walken e Tom Hanks, The Terminal (2004) Minority Report (2002) ispirato ai racconti di Philip K. Dick e La guerra dei mondi (2005). Torna a parlare di Olocausto nel 2005 in Munich e nel 2007 produce il fortunatissimo film Transformers, il suo sequel due anni dopo e il terzo capitolo Transformers 3 nel 2011. Il modello di camion del film tra l’altro è lo stesso del suo primo film Duel. Da sempre appassionato di storie per ragazzi, nel 2011 firma la trasposizione cinematografica del noto fumetto di Hergè: Le avventure di Tintin – Il segreto dell’Unicorno. L’anno successivo è dietro la macchina dal presa del drammatico e appassionante War Horse, per il quale ha ricevuto sei candidature all’Oscar, tra cui quella come Miglior Film.

Sembra ancora non perdere colpi questo regista dall’enorme capacità registica, produttiva e di scrittura, che oggi torna agli Academy Awards con un film storico di grande spessore, Lincoln interpretato da uno degli attori più bravi in circolazione, Daniel Day Lewis. Tutto ciò, in realtà non sorprende, perché Spielberg è davvero sempre riuscito e, come abbiamo visto dal suo ultimo film in lizza agli Oscar 2013, ancora oggi riesce a entusiasmare, con il suo stile classico caratterizzato da vette di estremo genio, la più vasta fetta del pubblico globale. Il motivo di tutto questo è molto semplice e lo spiega lui stesso: “Mi piace sempre pensare al pubblico quando dirigo, perché io sono il pubblico”. 

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