Berlinale 2013: gold

PRESENTATO AL FESTIVAL L’UNICO FILM TEDESCO IN CONCORSO

È l’unico film tedesco di tutto il concorso, Gold, diretto dal regista Thomas Arslan, classe 1962, ex brillante promessa del “nuovissimo cinema tedesco” post-riunificazione, esponente di punta della cosiddetta “scuola berlinese”, forte debitore della Nouvelle Vague e della scuola documentaristica tedesca di Harun Farocki.

Arslan già in Im Schatten, presentato alla Berlinale 2010, si confrontava con il genere “krimi”, affrancandosi dal confronto con le sue origini turche, Gold ha il merito di affrontare un argomento poco noto e legato più alla letteratura che al cinema: la corsa all’oro.

Alla fine dell’Ottocento, a Klondike, luogo tra il Canada e l’Alaska, migliaia di avventurieri cercarono di fare fortuna in condizioni difficilissime, sfidando la wilderness con il miraggio delle pepite. Tra loro non c’erano solo i nordamericani o i nativi, ma anche molti stranieri. Nel suo film Arslan immagina un piccolo gruppo di emigrati tedeschi residenti negli Stati Uniti che si mette in marcia sull’onda dell’ottimismo generale. 
Cinque uomini e due donne cercheranno di arrivare nella cittadina di Dowson per realizzare il loro sogno. 


Più legato alla bellezza dei panorami che la fotografia immortala che a ad uno sviluppo avvincente della sceneggiatura e della caratterizzazione dei personaggi, il film è più simile a un compito ben svolto che a un’opera che incida, se non esteticamente, sulla settima arte.

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