Berlinale 2013: interior. leather bar-recensione film

JAMES FRANCO E TRAVIS MATHEWS IMMAGINANO I 40 MINUTI TAGLIATI DAL FILM DEL 1980 CRUISING

Nel 1980 William Friedkin girò Cruising un lungometraggio che aveva come protagonista Al Pacino e narrava di un’indagine ambientata a New York dove nel fiume Hudson erano stati rinvenuti corpi mutilati di uomini omosessuali stuprati prima di essere violentemente uccisi. La pellicole fu stroncata dalla critica sia dal punto di vista qualitativo sia per la tematica che andava a toccare. È storia nota che di quel film il regista decisedi tagliare 40 minuti per evitare che la censura si accanisse sull’opera.

In Interior. Leather bar James Franco e Travis Mathews ricostruiscono, immaginandoli, proprio quella parte di film censurata nel duplice ruolo di interpreti, di loro stessi, e registi. Nel ruolo che fu di Al Pacino c’è Val Lauren.

La pellicola, che è da annoverare tra gli esperimenti più coraggiosi dell’anno, è un ibrido tra un documentario re-immaginifico e un film meta-cinematografico diretto con grande maestria dai due cineasti e interpreti che, oltre a tentare di riempire il vuoto che la perdita di quei 40 minuti ad altissimo contenuto sessuale ed estremi nella loro concezione hanno lasciato alla cinematografia, cercano di capire le motivazioni che spinsero un autore come Friedkin, che negli anni 80’ era tra i più amati in quel di Hollywood, a girare del materiale che all’epoca, ma vista la ricostruzione delle immagini forse anche oggi, sarebbe stato certamente oggetto di censura.

Il buon ritmo e la perfetta ricostruzione di ambienti e personaggi, dove Val Lauren è straordinario nei difficili panni di Al Pacino, rendono la pellicola, a fortissimo contenuto erotico, un lavoro eccellente, visionario e realistico quanto serve.

Al di là del fatto che non sapremo mai se la ricostruzione di Franco e Matthews sia quanto meno somigliante ai 40 minuti persi di Cruising il film ha la capacità di rendere verosimile l’idea riprendendo moltissimo dello stile di Friedkin tanto da riuscire, con un’audacia rara da trovare in questi tempi, in una ricostruzione plausibile e, al di la di questo, a  dar vita un lavoro di alto valore estetico e di forte impatto visivo.

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