Berlinale 2013: prince avalanche-recensione film

IL FILM REMAKE DIRETTO DA DAVID GORDON GREEN

In linea di massima siamo abituati a vedere remake di grandi pellicole del passato. La scelta di David Gordon Green è invece stata quella di riportare sul grande schermo una film di soli due anni fa. Si tratta, infatti, del film islandese Á annan veg, vincitore del Festival di Torino nel 2011.

Se poi vogliamo dirla tutta non ci ritroviamo innanzi a uno dei migliori registi che il panorama cinematografico ci ha regalato, anzi, con gli ultimi tre lavori, Pineapple Express, Your Highness e Lo spaventapassere Green non era affatto stato in grado di appassionare pubblico e critica. Bisogna partire da questo presupposto per parlare della nuova pellicola del cineasta, Prince Avalanche, una commedia ben riuscita e che ha riportato il regista nella mentalità del cinema indipendente, soprattutto per quanto riguarda la volontà della messa in scena oltre che per quanto concerne il contorno produttivo, nella quale il cineasta si trova a sui agio e il pubblico con lui.

L’alternanza di registri con i quali Green racconta quello che andrebbe definito un bromance, ovvero una storia tra fratelli in cui i due interpreti Emile Hirsch e Paul Rudd formano una coppia che funziona benissimo sullo schermo, quello comico e quello didascalico da un notevole dinamismo al lavoro.

La storia del cambiamento, della crescita dei due protagonisti che si ritirano dal delirio urbano è quindi affrontato con un interessante istrionicità che fa della pellicola un buon lavoro e soprattutto ridà al suo regista una dignità cinematografica che sembrava essersi dispersa.

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Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
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