Effetti collaterali: recensione film

TUTTO IL MEGLIO DI SODERBERGH NEL SUO NUOVO FILM

GENERE: drammatico

DATA DI USCITA: 1 maggio

David Soderbergh ha annunciato che Side Effects sarebbe stato il suo ultimo film per il cinema. L’augurio che uno spettatore si può fare e può fare al mondo di Hollywood una volta uscito dalla sala e aver visto la pellicola del cineasta è che non sia così. In questo film, infatti, c’è tutto il meglio del regista portato all’ennesima potenza da una maturità artistica che l’enfant prodige per eccellenza del cinema americano ha costruito in questi anni: dall’ossessione per la malattia di Contagion, allo spionaggio industriale di The Informant passando per la testarda missione di Erin Brokovich.

Al centro della vicenda c’è Emily (Rooney Mara) una grafica pubblicitaria che vive a New York e che un tempo è stata una donna abituata a uno stile di vita lussuoso. Il suo fidanzato, Martin (Channing Tatum) e in carcere e lei è affetta da una grossa depressione che scoppia proprio al ritorno a casa dell’uomo e che la porta al gesto disperato di spingere volontariamente sull’accelleratore fino a far schiantare la macchina sul muro del garage di casa.

Questo evento è l’incipit del racconto che poi porterà Emily all’incontro dottor Jonathan Banks (Jude Law) e la psichiatra interpretata da r e a un processo che apre delle domande su delle pillole antidepressive chiamate Abilixia.

Con un dinamismo eccellente Sonderbergh descrive tutto ciò che c’è dietro al mondo delle case farmaceutiche a allo svilire la realtà amara che c’è all’origine della malattia chiamata depressione la quale viene spesso descritta come una piccola nuvoletta grigia sulla testa di un paziente proprio come negli spot pubblicitari delle pillole magiche che millantano di guarirla.

Il film è un duro attacco alla reazione intima dell’essere umano nei confronti di un’economia capitalista e a come la medicina, e la sua industria farmaceutica, sviliscano e sfruttino l’inadeguatezza che ammala certe personalità. Side Effects è un film intenso, coinvolgente che nonostante la grande quantità di avvenimenti riesce anche a far riflettere. Un thriller psicologico che anticipa i pensieri, mai superficiale e mai banale, e che risulta essere una delle migliori pellicole di genere degli ultimi anni. 

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Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
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