Festival di sanremo: i cantanti che hanno fatto (anche) la storia del cinema

DALL’ARISTON AL MUSICARELLO LE STAR DEGLI ANNI 60’

Ieri sera è stato ufficialmente aperto il Festival di Sanremo 2013 che per l’intera sua durata, tra applausi e polemiche che non devono mancare mai, catalizzerà l’attenzione di telespettatori, stampa e critica.

Dal palco di Sanremo oltre ad aver spiccato il volo immensi, e non, cantanti nostrani sono anche nate molte star a tutto tondo che sono poi state prese in prestito dal cinema.

Il tutto ebbe inizio con i “musicarelli”, film cantati interpretati in voga tra i giovani come Adriano Celentano, Caterina Caselli, Bobby Solo e Little Tony furoreggiavano tra eventi canori, juke-box e appunto pellicole musicali che nascevano su trame esilissime, tutte improntate su gag da rivista e un romanticismo privo di ambiguità costruito su protagonisti dai volti puliti come quelli di Gianni Morandi, poi diventato atto-cantante-presentatore a tutto tondo, e Laura Efrikian, piuttosto che Al Bano e Romina Power.

In quegli anni sul palco di Sanremo transitano ugole d’oro come Mina e Claudio Villa anche loro pronti ad estemporanee incursioni cinematografiche, il primo parteciperà ad un trentina di pellicole tra cui Buongiorno primo amore! (1957) e Quanto sei bella Roma (1959), mentre per Mina saranno circa una dozzina i film, tra cui ricordiamo Per amore…per magia (1967) in cui recitava al fianco di Gianni Morandi. Il grande Domenico Modugno interprete canoro di Sanremo-La grande sfida e Piange il telefono.

Il musicarello anni ‘60 ancora oggi mantiene intonsa una certa freschezza di fondo, grazie a giovani talenti canori supportati da caratteristi che hanno rappresentato le fondamenta del cinema italiano di genere, ci riferiamo a veterani come Nino Taranto piuttosto che a Totò o alla coppia Franco Franchi e Ciccio Ingrassia e non dimentichiamo che film come questi hanno rappresentato anche una vera e propria “palestra” per molti attori all’inizio delle loro carriere, vedi Enrico Montesano, Giancarlo Giannini e Carlo Delle Piane.

Si può amare o odiare ma Sanremo nella sua natura ha avuto, forse allora più di adesso, la capacità di essere fonte stessa della nostra cultura nazional popolare.

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Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
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