House of cards: recensione (pilot) serie tv

LA SERIE TV CON KEVIN SPACEY PRODOTTA DA NETFIX

È l’anno dei Presidenti e degli intrighi alla Casa Bianca ce lo dice il cinema con Lincoln e il suo successo di critica e di pubblico, la televisione con Scandal e 1600 Penn e ora anche il web con House of Cards, serie televisiva ispirata a una serie BBC in onda negli anni 90’ a al romanzo omonimo dello scrittore Michael Dobb.

Frank Underwood (Kevin Spacey) è uno spietato politico della Carolina del Sud che mira al posto più ambito di Washington DC, quello di Segretario di Stato, e farà di tutto per ottenerlo. Elemento cardine dell’elezione del nuovo presidente americano Garret Walker (Michael Gill, Criminal Intent, The Good Wife), Underwood aspirava a diventare Segretario di Stato, ma le promesse fatte dall’entourage del neo-presidente, nella persona di Linda Vasquez (Sakina Jaffrey, Raising Helen), non vengono mantenute. Anzi, è più utile che Underwood rimanga dove sia. Sostenuto e spronato dalla moglie Claire (Robin Wright, Forrest Gump), ambiziosa quanto lui, Frank inizierà a muovere le sue pedine per conseguire il suo obiettivo. Lungo la strada inconterà l’ambiziosa reporter Zoe Barnes (Kate Mara, 24): tra i due nasce una vantaggiosa alleanza, fatta di segreti ed informazioni top secret talmente importanti che potrebbero rovesciare l’intera amministrazione presidenziale.

La prima stagione della serie dal primo febbraio 2013 è interamente disponibile sul canale Streaming Netfix. Nonostante sia costata ben 100 milioni di dollari il pubblico può vedere gratuitamente la prima puntata e poi decidere se continuare o meno la visione dello show.

La decisione di rendere tutte le puntate subito disponibili è data da una tendenza oramai appurata: l’attesa settimanale per la puntata successiva non è più un incentivo a guardare la serie. Le persone adesso preferiscono poter gestire autonomamente i tempi e i modi di fruizione dei programmi.

La prima puntata di House of Cards già inserisce sapientemente lo spettatore all’interno degli intrighi che il serial propone. Ottima la regia, i primi due episodi sono diretti da David Fincher, e al di là dello straordinario Kevin Spacey che tiene in piedi l’intero assetto recitativo, anche gli altri attori se la cavano in maniera egregia rendendo la serie un prodotto superiore a moltissime altre fiction prodotte da griffate reti televisive.

È troppo presto per dire se House of cards aprirà o meno una nuova era delle serie tv ma sicuramente se è questa la qualità che il web può dare a un prodotto un nuovo futuro è alle porte.

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Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
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