Il principe abusivo: recensione film

L’OPERA PRIMA DI ALESSANDRO SIANI IN VESTE DI REGISTA

GENERE: commedia

DATA DI USCITA: 14 febbraio

Siamo abituati a vedere Alessandro Siani in veste di cabarettista anche nei film che interpreta. La sua comicità che non da e non toglie nulla a quella già conosciuta dei nuovi comici che si basano su gag costruite e su doppi sensi, non tanto volgari quanto banalmente lessicali, nasconde però una vena registica con delle potenzialità.

Partendo dal presupposto che Il principe abusivo va preso per quello che è, ovvero un film dedicato a una domenica in famiglia dove si ha voglia di farsi strappare qualche risata di basso valore, ciò che colpisce positivamente della pellicola è il ritmo e la direzione di Siani che nulla ha da invidiare a molti dei suoi colleghi passati per diletto dietro la macchina da presa.

La storia d’amore poco probabile tra Antonio (Alessandro Siani), il ragazzo scroccone, e l’elegantissima principessa Letizia (Sarah Felberbaum) non è altro che una comicissima favola moderna retta principalmente dalle gag, non nuove ma ancora divertenti, tra il protagonista e il ciambellano interpretato da un Cristian De Sica molto a suo agio nel ruolo della spalla.

Nella comicità, a volte anche forzata nella caricatura in alcuni punti insopportabile del personaggio di Antonio, di Siani, che ha scritto anche la sceneggiatura a quattro mani con Fabio Bonifacci, non vi è ombra di volgarità e neanche di parolacce e questo è un punto a favore dell’attore e neo regista in un cinema comico che di solito trascende sempre nel profondo baratro dell’oscenità pur di strappare qualche biglietto in più al botteghino. Una parola, e non di più, va spesa per Serena Autieri che sembra aver trovato la sua dimensione ideale, e quasi reale, nel ruolo della sboccata popolana.

Il principe abusivo è un film in conclusione godibile anche se forse la sua visione è più adatta alla grandezza del piccolo schermo piuttosto che a quella dello schermo di un cinema.

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Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
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