La cuoca del presidente: recensione film

LA STORIA BIOGRAFICA DELLA CUOCA CHE CONQUISTÒ L’ELISEO

la cuoca del presidente locandinaGENERE: biopic

DATA DI USCITA: 7 Marzo 2013

VOTO: 4 su 5

Se avete intenzione di andare a vedere questo film, lasciate perdere l’idea di sgranocchiare un bel pacco di popcorn mentre siete in sala. Le leccornie che vedrete in questo nuovo film di Christian Vincent, La cuoca del Presidente, vi faranno venire voglia di fare una sana spesa, andare a casa e mettere in pratica le “semplici” ricette appena viste.

La deliziosa commedia francese, leggera come solo loro riescono a farne ultimamente, è liberamente ispirata alla storia vera di Danièle Mazet-Delpeuch, famosa in Francia per essere stata chiamata all’Eliseo dal Presidente della Repubblica François Mitterand in persona. Ad interpretare la donna, troviamo una Catherine Frot che, totalmente in parte, ci fa rivivere attraverso la sua performance sia il lato testardo, che raffinato, che ironico della vera cuoca.

La situazione nella quale si viene a trovare una volta dentro il Palazzo Presidenziale è sconfortante. Verrà ostacolata non solo dai cuochi chiaramente maschilisti che sono nella cucina da molto più tempo, ma anche dai consiglieri che pretenderanno di scegliere il menù. Eppure lei ha una marcia in più, e il Presidente lo sa. Ciò che ha di particolare la sua figura, è come concepisce i singoli piatti che andrà a servire. Non un pasto che serve a nutrire, bensì una vera e propria opera d’arte. Non solo nella forma inoltre, ma anche nella sostanza. Tutti gli alimenti che usa per cucinare e creare, sono prodotti francesi e assolutamente biologici.

Quello di Vincent è un lavoro completo, un piatto succulento – per rimanere in tema. Unisce l’ironia e la delicatezza della commedia a temi più elevati come l’ingratitudine dei poteri alti, gli intrighi del potere, il maschilismo di alcuni mestieri, la determinazione del sapere di battersi per una buona causa e dalla parte della ragione. Uno splendido biopic ben interpretato, sostenuto da una sceneggiatura davvero irriverente, che sceglie di lasciare fuori dal racconto più che può la politica. Saggia scelta, visto che quel poco che ne esce buono non è. Di questi periodi poi!

 

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"Il cinema non è solo un'esperienza linguistica ma, proprio in quanto ricerca linguistica, è un'esperienza filosofica".
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