Luca guadagnino in america per le riprese di “body art”

UN CAST D’ECCEZIONE E UN SET D’OLTREOCEANO PER IL REGISTA ITALIANO

In principio fu Gabriele Muccino che, si sa, dopo ottime annate è tornato dagli Stati Uniti un po’ deluso da Hollywood e forse anche da se stesso.

Ma ora c’è un altro dei nostri talenti cinematografici pronto a sbarcare in Usa con un progetto importante: Luca Guadagnino girerà negli Stati Uniti Body Art dall’omonimo romanzo di Don DeLillo, una delle opere più insolite del grande scrittore newyorchese pubblicata in Italia da Einaudi.

Per l’occasione si riunirà lo stesso gruppo che ha portato sul grande schermo un altro libro di DeLillo, Cosmopolis, con il produttore portoghese con base a Parigi, Paolo Branco, e con il regista di quell’omonimo film, David Cronenberg, nelle vesti di attore.

Non è la prima volta che il cineasta canadese compare dall’altra parte della macchina da presa e questa volta interpreterà il ruolo del regista suicida che apre la storia: è proprio partendo da questa tragedia che nasce la vicenda del film dove la protagonista, nel ruolo della body artist  che avrà il volto di Isabelle Huppert, tenterà di metabolizzare l’accaduto in una grande casa sulla costa del Maine fino a quando la sua solitudine non verrà spezzata da una strana presenza (l’incredibile attore Denis Lavant che in primavera vedremo in Leos Carax Holy Motors), uno sconosciuto molto camaleontico che parla con la voce del marito e pronuncia frasi da lei già sentite. Così tra sogno, allucinazioni ma anche realtà, la storia si svilupperà in un crescendo da giallo psicologico.


E magari questa sarà la volta buona in cui Luca Guadagnino potrà entrare dalla porta principale di Hollywood dove, dopo essere stato apprezzato – per la verità più che in patria – per il suo capolavoro Io sono l’amore sulle vicende di un’influente famiglia dell’alta borghesia lombarda con Tilda Swinton e con tanto di nomination agli Oscar per i costumi, ha in ballo un paio di progetti importanti tra cui un’altra trasposizione di peso, quella de Il grande nulla di James Ellroy.

Che il nuovo sogno cinefilo tutto italiano abbia inizio.

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