Studio Illegale: incontro con il cast

PRESENTATO OGGI AL ROMA IL FILM DI UMBERTO CARTENI CON FABIO VOLO

Studio Illegale_10_Simona Gemelli_FilmForLifeTorna Fabio Volo sul grande schermo, nei panni di un avvocato. Andrea è sempre stato diffidente nei confronti del prossimo, precetto dovuto anche al lavoro che fa e all’esempio del suo capo Giuseppe (Ennio Fantastichini). Quando incontra Emilie (Zoè Fèlix) tutto cambia. Comincia così ad assaporare non solo la bellezza della vita al di fuori del lavoro, ma anche la fiducia che solo una cara persona riesce a darti.

Umberto Carteni e Federico Baccomo. Come dal libro, diventa un film?

Carteni: si partiva da un libro che aveva un humour anglosassone, con dei toni sofisticati e sottili. È stato difficile mantenere ciò che c’era al suo interno.

Baccomo: temevo che quando si facesse il film io dicessi “bellissimo ma diverso dal libro”. Invece per niente. Con Umberto è nato un rapporto di fiducia e stima reciproca. È stato fatto un lavoro bellissimo in fase di preparazione. E poi anche gli attori. Io ho fatto una gaffe con Fabio. Un giorno sul set gli ho detto “mi sorprende quanto sei bravo”, ma non perché lui non fosse bravo, ma perché era proprio in parte.

Una curiosità per Carteni su Zoe Fèlix. Come l’hai scelta? Perché questo personaggio così stereotipato sulla francese vista dall’italiano?

Carteni: il cinema è spesso fatto di cliché, noi ci riconosciamo nei cliché. Dal primo incontro con lei sono rimasto rapito, è stata una roba di pancia. Per quanto riguarda il personaggio, abbiamo lavorato sui mezzi toni e mai scendere nel pesante dei cliché.

Fèlix: i cliché hanno la pelle dura, ma è interessante penetrare al loro interno per poi aggiungere delle sfumature. Spero di esserci riuscita.

Chi ha scelto la strepitosa colonna sonora?

Carteni: Anastasia Michelagnoli sembra aver venduto reni per pagare i diritti. Le musiche le ho scelte io, ci siamo affidati ad un po’ di pezzi famosi e un po’ a Maxi Trusso, un argentino che ha vissuto un periodo in Italia e che ho conosciuto.

Volo: Tina Turner con i nostri soldi si è comprata una casa nuova.

Fabio Volo. A questo punto della tua carriera, tra radio, televisione e libri, come scegli quali sceneggiature interpretare?

Volo: appunto perché ho sempre fatto tante cose, ho sempre avuto il vantaggio di poter scegliere. Sia nei programmi tv che con le sceneggiature, ho la possibilità di fare sempre una cosa che mi piace ed è una regola che mi sono dato. Carteni è un seduttore; ha questa cosa un po’ romana che ti trascina. Poi con il cast mi sono trovato benissimo. Ennio Fantastichini.. sai che c’è quella cosa su internet dei gradi che ti separano dalle persone famose? Ecco grazie a Ennio adesso mi si è aperto tutto un altro grado di attori ai quali sono più vicino.

Fantastichini. Di avvocati cattivi nel cinema ne abbiamo avuto tanti. Hai degli esempi a cui ti sei ispirato? E anche le barzellette grevi che racconti nel film.. pensavi a qualcuno?

Fantastichini: senza fare nomi, per le barzellette ci siamo capiti da chi ho preso spunto: mi sono ispirato al gaffeur italiano per eccellenza. Uno che è totalmente improprio, riesce a devastare tutto. Io devo ammettere che rido con difficoltà, perché appartengo alla generazione che è cresciuta con “risus abundat in ore stultorum”, visto che in Italia c’è questa estasi della commedia. L’avvocato che faccio io è proprio uno stronzo. Ho cercato di lasciargli un segno di umanità nella scena finale. Per il personaggio ho pensato un po’ a Ghedini, insomma parlamentari del nostro concreto. Ti danno molta possibilità di ispirazione.

Zoe. Da un’inchiesta che hanno fatto, è passata un’immagine delle star troppo pagate nell’industria cinematografica. Ecco in Francia c’è questa situazione complicata?

Fèlix: in realtà è in atto un dibattito. Il fatto che Depardieu sia andato a vivere in Belgio ha fatto partire la discussione. Personalmente capisco la sua scelta, visto che deve pagare il 75% di tasse. Ma non posso dare un giudizio. È anche vero che sono poche le attrici francese che lavorano sempre. Io cerco di adattare il mio budget alle risorse del film. Con Fabio abbiamo avuto un bel rapporto, tutto è andato molto bene sul set. Non ha affatto voluto fare la prima donna: è stato galante, gentile e delicato.

Volo ha la fama da sciupa femmine anche un po’ misogino. Come hai vissuto questa conversione di innamoramento/fregatura finale all’interno del film?

Volo: non mi ci ritrovo tanto negli aggettivi che mi avete additato. Secondo me c’è questa contrapposizione tra monogamia e sciupa femmine o puttaniere. Il fatto che non avessi una relazione, faceva di me un uomo che amava più donne. Il mio personaggio invece non ha nessun tipo di relazione con le donne, ha solo snack sessuali occasionali. Quando poi prepari lo spazio, il tempo e l’attenzione le cose arrivano. Così è successo nel film e anche nella mia vita.

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"Il cinema non è solo un'esperienza linguistica ma, proprio in quanto ricerca linguistica, è un'esperienza filosofica".
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