Beppe grillo: trent’anni prima delle cinque stelle il cinema d’autore

TRE I LUNGOMETRAGGI DI CUI, NEGLI ANNI 80’, L’EX COMICO FU PROTAGONISTA

Prima del Movimento 5 stelle, prima dei Vaffa-day e della sua ascesa nella lotta sociale e poi in politica, Beppe Grillo, all’apice della sua carriera artistica, è stato protagonista di ben tre film e diretto da altrettanti registi di tutto rispetto nell’ambito del panorama italiano: Luigi Comencini, Dino Risi e Francesco Laudadio.

L’esordio della breve carriera cinematografica di Beppe Grillo avviene nel 1982 con Cercasi Gesù, film satirico diretto da Luigi Comencini il cui protagonista, Giovanni alias Grillo, è palesemente ispirato all’Idiota di Dostoevskij.

Una casa editrice cattolica cerca qualcuno che possa essere il volto di Gesù. Un autostoppista mite e gentile risponde ai requisiti ma, tra la terrorista incontrata per caso Francesca e i problemi della tipografia il buon Giovanni, interpretato da un Beppe Grillo in ottima forma, passerà una serie di guai fino a ritrovarsi ricoverato in una casa di cura dove la pellicola si chiude con un inaspettato e simbolico finale. Borderline tra il patetico e il comico Cercasi Gesù non è certo da annoverare tra le opere migliori di Comencini ma di sicuro è da tenere a mente, oggi e col senno di poi soprattutto, per la buonissima interpretazione dell’ex comico genovese.

Tra anni dopo la prima esperienza cinematografica Beppe Grillo torna sul grande schermo grazie a Scemo di Guerra che, nonostante la regia sia firmata da Dino Risi e la pellicola sia ispirata ai diari di Mario Tobino Il deserto della Libia (dai quali una ventina d’anni dopo Mario Monicelli trarrà il suo ultimo film, Le rose del deserto), risulta essere tra i tre lungometraggi che vedono Grillo come protagonista quello più fragile.

Ambientato nella seconda guerra mondiale Scemo di guerra narra le vicende del capitano Pilli, il quale, pur con gravi disturbi mentali precedenti e indotti, si ritrova al comando di un’unità militare al fronte. Il sottotenente medico Lupi, dotato di una grande umanità e buon senso comune, comprende il disagio e il conseguente pericolo per tutti, ma nulla può fare di fronte a una trama di protezioni altolocate e di interessi meschini, che valorizzano più le gerarchie e le formalità burocratiche piuttosto che le persone in una situazione così al limite come in una guerra. Il limite di questo lavoro di Risi è l’accentuare il tono patetico della narrazione invece di estrapolare da una vicenda grottesca la drammaticità di un conflitto mondiale che avrebbe potuto rendere il film dolceamaro invece che oltremodo prolisso.

La breve parentesi cinematografica di Grillo si chiude in bellezza nel 1987 con Topo Galileo film diretto da Francesco Laudadio il cui soggetto e sceneggiatura sono opera della straordinaria penna di Stefano Benni aiutato dallo stesso ex comico nella seconda. Il film non ebbe un grande successo al botteghino eppure dalla regia alla scrittura, passando per la colonna sonora di Fabrizio De Andrè e Mauro Pagani, il lungometraggio vanta, oltre a grandi nomi, anche un suo perché artistico ed estetico.

La storia che racconta del derattizzatore che ha inventato un sistema per catturare i topi con profumi e musiche, che viene ingaggiato per recuperare un gatto cavia fino a ritrovarsi cavia pure lui è un discreto e assurdo lavoro che pecca solamente di una regia poco fantasiosa rispetto alla brillante vicenda narrata.

Rivedendo oggi questi tre lavori ci si rende conto di quanto la storia abbia molta più fantasia della finzione cinematografica. Il volto dello spaurito Gesù, del folle Pilli e dello sventurato Galileo, trent’anni dopo e senza bisogno della finzione di un grande schermo è riuscito a riunire in una delle piazze più importanti di Roma 800.000 persone di credo politici diversi e a far ottenere a persone comuni tramite un voto di stanchezza, rabbia e voglioso di cambiamento dei seggi nelle mura del nostro Parlamento.

Al di là delle considerazione puramente politiche ciò che è accaduto è miracoloso. E magari tra altri 30 anni ci ricorderemo di ciò che è accaduto come l’inizio di un nuovo tempo. Sperando che questo tsunami che tutto ha buttato all’aria sia davvero un forte vento di cambiamento.

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Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
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