Ci vuole un gran fisico: incontro col cast

ANGELA FINOCCHIARO: A CINQUANT’ANNI SI DIVENTA DIVERSAMENTE GIOVANI

“Con questo film volevamo esplorare un territorio i cinquant’anni sono come una porta, alcuni lo chiamano lo ‘shock da soglia’, un fenomeno che riguarda sia gli uomini che le donne. I luoghi comuni ci portano talvolta a dire che la menopausa porta le donne ad avere le vampate e a prendere peso, mentre gli uomini si comprano una moto e si mettono con una più giovane. A parte ciò volevamo sottolineare come questo sia un periodo di perdita di identità, si diventa ‘diversamente giovani’, è un momento che io vivo e volevo raccontarlo”. Così spiega Angela Finocchiaro l’intento di Ci vuole un gran fisico, film di cui l’attrice è anche co-sceneggiatrice che verrà distribuito nelle sale dal 7 marzo, proprio alla vigilia della festa delle donne, in 300 copie.

Abbiamo incontrato la regista e il cast:

Sophie Chiariello, cosa pensa dell’argomento? “ Si bè questi fantomatici cinquant’anni li guardo con un po’ di timore ma cercando di dare uno sguardo leggero e vitale a quello che sta per arrivare, un traguardo di liberazione, la giovinezza di qualcos’altro”.

Paolo Guerra lei è il produttore, ci racconti il film parlando anche dei cammei (Aldo, Giovanni e Giacomo appaiono nella pellicola n.d.r.). “ Quattro anni fa è successa una cosa molto privata che adesso non posso raccontare, attraverso la quale Angela è venuta a casa mia a Modena. Mi ha raccontato questa idea del film per ben due anni di ‘sfinimento’. Ho fatto leggere la sceneggiatura ad Aldo, Giovanni e Giacomo ne sono rimasti conquistati e hanno voluto partecipare”.

La figura dell’Angelo della menopausa cosa rappresenta in realtà? “Ci siamo ispirati un po’ a La vita è meravigliosa di Frank Capra. Nella vita di tutti i giorni una figura del genere la troviamo nelle relazioni, nel rapporto con gli altri, nell’avere sempre un’adesione ai sentimenti, nel non chiudersi nella solitudine. Gli altri ci servono quando stiamo crescendo. Le cinquantenni di adesso sono diverse, meravigliose, delle donne cresciute nella determinazione, che non hanno intenzione di essere messe da parte, figlie della rivoluzione sessuale. Non esiste un modo per superare questa fase, non c’è un modello di riferimento, ci si inventa vivendolo, può essere bello, affascinante, doloroso”.

Laura Marinoni interpreta invece un altro modello di donna, la collega che usa il suo fascino per non affrontare la sua maturazione come donna… “Il mio personaggio doveva essere alternativo a quello di Angela come spirito. Questo mi ha permesso di divertirmi moltissimo, perché in teatro interpreto le tragedie e una volta tanto ho avuto l’occasione di essere me stessa. Il problema dei cinquant’anni è che sono come una nuova adolescenza, ci sono grandi dolori, ma anche grandi novità, la bellezza di poter fare a meno delle persone, delle cose che non ti interessano o che sono finte, si va verso una selezione. C’è voglia di cambiare, trovare altre dimensioni, il problema che poi abbiamo un po’ tutti è la morte, invecchiare ti porta a pensarci molto di più”.

E’ un film che va in controtendenza con lo spirito attuale, di donne che dichiarano a cinquant’anni di sentirsene venti. È strano vedere al cinema una persona molto vicina alla realtà. “ Una volta il tabù era il lifting adesso è la vecchiaia – risponde la Finocchiaro – ci piaceva l’idea di esplorare un territorio diverso. Dobbiamo ringraziare la testardaggine dei nostri produttori perché, ecco non è stato facile”.

Antonella Lo Coco invece rappresenta un’altra generazione, quella della figlia adolescente… “Io ho avuto l’opportunità con questo film di portare la musica nel cinema, è stato molto divertente, Angela è stata come una mamma anche fuori dal set e quindi non posso che classificarlo come una bellissima esperienza”.

Gli uomini invece a cinquant’anni si sentono molto più giovani… “Bè c’è un luogo comune molto diffuso, culturale, secondo cui gli uomini sono maturi, le donne sono babbione, lo vediamo anche in tv – dice la Finocchiaro – noi volevamo portare sullo schermo finalmente una donna che non è solo mamma di, figlia di, sorella di, ma che è innanzitutto una donna, alle prese con un grande cambiamento”. “La donna a ventinove anni comincia a crollare, l’uomo invece è ancora bello – conclude Raoul Cremona – il mio è un ruolo un po’ stronzo, un personaggio che mi riesce bene e che infatti prende un sacco di schiaffi.

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