Diero di los angeles: giorno 1 al filmapalooza 2013

MATTEO PIANEZZI E ADRIANO GIOTTI DELLA DIERO CI RACCONTANO LA “LORO” AMERICA 

Questo vuole essere una sorta di diario di bordo dell’esperienza che stiamo vivendo a Los Angeles in rappresentanza dell’Italia al contest mondiale Filmapalooza 2013, in quanto vincitori nazionali del TUTTOIN48ORE. Ricordiamo che Film 4 Life e Diero sono media partner per il Figari Film Fest, ma anche amici e compagni di “viaggio” nel mondo del cinema. 

DIERO DI BORDO: GIORNO 1

Siamo in 2, rispettivamente un regista (ADRIANO GIOTTI ) e un attore ( MATTEO PIANEZZI ) che dopo un’infinita  traversata transoceanica sono finalmente approdati nella terra dei sogni: LOS ANGELES.
Precisamente a Hollywood. Chi fa il nostro lavoro aspira ad arrivare qui. Qui si respira aria di grande cinema. Chiunque incontri qui lavora nel cinema oppure ti racconta di farlo. L’importante qui è fare fare fare.

Si dice che “a Los Angeles nessuno cammina” poiché le distanze da percorrere sono talmente ampie che se non hai una macchina sei fottuto. Muoversi in macchina qui non è semplice, ci sono delle regole idiote che se le applicassero in Italia scoppierebbe la rivoluzione civile. Si sorpassa sia a destra che a sinistra (questo anche in Italia si fa, solo che qui è consentito), col semaforo rosso puoi sempre girare a destra, agli incroci non c’è precedenza,  secondo loro chi arriva primo passa e gli altri dovrebbero aspettare, dove c’è la linea rossa in terra non puoi parcheggiare, devi sempre mettere i soldi nel tassametro altrimenti ti mettono la multa con la velocità con cui in Italia ti rubano l’autoradio, se uno attraversa la strada tu devi aspettare che abbia completato l’attraversamento in qualsiasi parte della carreggiata tu ti trovi.

A dirla così sembrano cose più o meno accettabili sta di fatto che gli sbirri sono davvero delle merdacce. Non nutro parecchia simpatia per la categoria a cose normali ma qui il mio odio è aumentato in maniera esponenziale. Morale della favola in 16 ore abbiamo preso 3 multe! Da buoni turisti, prima di andare alla serata inaugurale del festival, decidiamo di visitare un po’ la città. Optiamo per una zona multiculturale, un triangolo che unisce Messico, Cina e Giappone. Andiamo con le pagelle alla Paolo Ziliani.

-OLIVERA ST. = Caratteristico mercatino Messicano dove non puoi non comprare una maschera da lottatore stile Ray Misterio. 
Voto 7: DIVERTENTE

-CHINATOWN = Un enorme agglomerato di negozi cinesi che vendono le stesse cose di quelli a Piazza Vittorio a Roma. 
Voto  4: TRISTEMENTE GIALLA

-TOKYOTOWN: Un piccolissimo pezzo di Giappone applicato a L.A. carinissimo, preciso con un sacco di giapponesi  e negozi che vendono stranezze tipiche.
Voto 6 +: ORDINATISSIMA

Ma veniamo alla prima serata di festival.
L’accreditation era prevista dalle 3 p.m. alle 6 p.m. Da buoni Italiani ci siamo presentati alle 6.30 e non c’hanno dato i pass. Poi vagli a spiegare che in Italia è normale arrivare in ritardo. Fatto sta che siamo rimasti senza l’unico oggetto che ci poteva accreditare agli occhi della comunità cinefila locale.
Ma noi siamo italiani e ce ne sbattiamo. Entriamo ovunque anche senza invito.
L’arrivo al Chinese Theatre è suggestivo. Percorrere la walk of fame e raggiungere il luogo dove la settimana prima si sono svolti gli oscar è emozionante. Non abbiamo troppo tempo per guardarci intorno, ci torneremo, ma sta piovendo e vorremmo evitare di arrivare in ritardo anche alle proiezioni.

Seduti sulle comode poltrone del cinema-teatro in stile orientale sorseggiamo le numerose birre che abbiamo introdotto furtivamente e guardiamo la prima tranche di film in concorso.
Per adesso sono tutti abbastanza orrendi e quindi le nostre speranze sono buone ma la kermesse è lunga e ci saranno sicuramente dei validi avversari. Noi incrociamo le dita, apriamo un’altra birra e continuiamo col nostro sogno americano sperando di svegliarci il più tardi possibile e senza jet lag. 

PIANEZ & GIOTTI

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