Diero di los angeles: giorno 3 al filmapalooza 2013

BADA L.A…MATTEO PIANEZZI E ADRIANO GIOTTI  CI RACCONTANO LA “LORO” AMERICA 

Questo vuole essere una sorta di diario di bordo dell’esperienza che stiamo vivendo a Los Angeles in rappresentanza dell’Italia al contest mondiale Filmapalooza 2013, in quanto vincitori nazionali del TUTTOIN48ORE. Ricordiamo che Film 4 Life e Diero sono media partner per il Figari Film Fest, ma anche amici e compagni di “viaggio” nel mondo del cinema. 

GIORNO 3 –  Ciao Italia 

Ogni giorno ci svegliamo un’ora più tardi. Questo solo ed esclusivamente perché andiamo a letto sempre un’ora dopo rispetto alla sera prima, quindi come afferma anche la proprietà commutativa, “ Invertendo l’ordine degli addendi il risultato non cambia” stanchi eravamo e stanchi siamo rimasti.

Il festival è entrato nel vivo ed è totalizzante. Oggi abbiamo iniziato alle 8.00 di mattina, che se fosse stato in Italia… punto primo alle 8.00 non ci sarebbe stato nessuno, punto secondo io non mi sarei mai alzato dal letto.  Comunque noi ci siamo ed è il giorno dei meeting e delle conferenze. Ci troviamo al cospetto di alcuni importantissimi produttori indipendenti che spiegano i trucchi e i segreti per riuscire nella complicatissima opera di produrre un film a basso budget con un milione e mezzo barra due milioni di dollari. 

Ce ne faccio due con quei soldi e poi con quello che avanza, tolta la mia fee produttiva, ci porto in vacanza la mia ragazza, che si lamenta che ancora non ce l’ho mai portata.  Ma d’altronde non stiamo insieme da tanto e gli americani non mi hanno ancora dato due milioni di dollari quindi sono parzialmente giustificato. Ma adesso cerchiamo di porre rimedio alla cosa: ci alziamo in piedi e ci dirigiamo verso i “nostri uomini” o quelli che potrebbero diventarlo, consegniamo ad ognuno di loro il nostro bel DVD e i nostri biglietti da visita, dicendogli che siamo Italiani e siamo abituati a fare il cinema con le “potatoes”  e che quindi, se vogliono, con un low budget americano noi gli ribaltiamo tutto …. loro sorridono e ci ringraziano per l’omaggio dicendo che lo guarderanno. Tentar non nuoce. Abbandoniamo la sala mentre tutti rimangono a discutere di problematiche legate al come spendere dei soldi che tanto al momento noi non abbiamo e quindi “we don’t give a fuck”.

Siamo visti in maniera strana, due strane e simpatiche persone che se ne fregano di tutto e tutti e parlano e scherzano anche con i sassi, parlando un pessimo ma esilarante inglese.  I due “comici” Italiani, come Grillo e Berlusconi, anche se non so chi dei due vorrei realmente essere, quasi sicuramente nessuno, preferiamo essere semplicemente Matteo e Adriano i due simpatici italiani che hanno fatto un buon film e che iniziano a ricevere feedback positivi.

Mentre tutti sono ancora nella sala meeting noi scendiamo nella hall del W Hotel, così almeno posso connettermi a wireless e vedere cosa ha fatto il Milan, ma mentre stiamo scendendo le scale il fato vuole che incrociamo il nostro, ormai amico fraterno, Spike Lee. Si, esatto proprio lui, e siamo noi,  gli italiani della sera prima, con la differenza che ora abbiamo con noi il nostro film e non ci lasciamo scappare l’occasione di omaggiarlo con una copia. Lui ne è contento, ama l’Italia e il cinema italiano,  speriamo ami anche il nostro.  E poi dicevano che fare “sega” a scuola era sbagliato. Abbandonare il seminario ha dato i suoi frutti. 

La giornata continua in maniera frenetica: vediamo milioni di corti, alcuni anche molto belli, la competizione inizia a farsi seria, incontriamo Dennis Dugan (regista di tutti i film con Adam Sandler)che ci dice di lavorare duro perché appena molli c’è un altro che sicuramente può prendere il tuo posto, noi lavoriamo duro e anche a lui regaliamo “Abbiamo tutta la notte”, camminiamo su e giù per hollywood blvd che ogni giorno è sempre un po’ più nostra, beviamo la birra starbucks di nostra invenzione, ci mescoliamo ai Losangeliani, Losangelesi, Losangelei, non so come si dice e non credo neanche che si dica, ma chi se ne frega, è sabato sera ed è come se avessero aperto le gabbie.

Milioni di persone riversate per strada per respirare l’aria Americana e mentre io sono qui al mio pc a scrivere, mi sento come una versione virile e puzzolente di Carrie Bradshaw in Sex and the city e penso a tutti voi in Italia che ci mancate, ma a pensarci bene neanche così tanto, perché se davvero uno di questi  ci vuole dare due milioni di dollari per lavorare, l’Italia e i suoi problemi li lasciamo a voi e ce ne restiamo qui,  per cercare di non svegliarci mai da questo nostro piccolissimo e modesto “sogno americano”.

Con amore… Matteo e Adriano 

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