G.i. joe – la vendetta: recensione film

IL SECONDO CAPITOLO TRATTO DAI GIOCHI DELLA HASBRO PUNTA ALL’ACTION CON QUALCHE ECCESSO 

Genere: azione

Uscita in sala: 28 marzo 2013

Joe è un nome comune, sta per uomo medio americano, colui che si confonde nella folla senza brillare. I soldati protagonisti di questa saga adrenalinica non hanno nulla a che fare con tale anonimato, sono un corpo scelto, il non plus ultra dell’esercito pluridecorato, a cui vengono affidate missioni veramente impossibili, oltre il concetto di fisica e scienza.

G.I. Joe – La vendetta, o se preferite Retaliation, la rappresaglia del male, ci catapulta in un mare di missili e proiettili, testate atomiche e laser gravitazionali da far impallidire anche Roland Emmerich, il tutto per il diletto del Cobra Commander, che brama il potere universale e intende prenderselo attraverso il finto Presidente infiltrato alla Casa Bianca (Zartan).

I conti naturalmente li ha fatti male, tre sopravvissuti della squadra prodigio, tre facce completamente nuove dall’armatura pesante, pretendono giustizia. Dwayne “The Rock” Johnson, attraversa il wormhole spazio tempo e dal set di Fast & Furious 6 ne comanda il drappello. La bella, il cecchino e la bestia recuperano anche il Joe originale, il generale Patton, non volto anonimo, ma mascella e dito pesante sul grilletto di Bruce Willis. La missione? Demolire i nemici, insieme all’alleato ninja di sempre, Snake Eyes.

L’iperbole action è in questo sequel massimizzata, ridurre a punti di forza gli anelli deboli del primo episodio, troppo giocoso e poco credibile, distaccandosi dai cattivoni dotati di nanotecnologie, per focalizzare l’occhio sul tipico eroe americano cappa, spada e mitragliatrice. Paradossalmente, staccandosi dal capitolo iniziale della probabile saga, il ritmo ne guadagna e il montato manda in giubilo frotte di appassionati.

Ma se per tre quarti questo basta, l’adattamento di stampo più “verosimile” alla lunga stanca, arrivando a sguazzare nei bassifondi della retorica americana, da sempre controproducente quando si vuole parlare su larga scala di disarmo nucleare, in cui l’unico mezzo per impedirlo è…un’ulteriore bombardamento. Con l’onore della battaglia, G.I. Joe 2 alla fine dice la sua nel panorama action, migliore rispetto al primo, senza particolari graffiate d’originalità alla resa dei conti.

Rimane perciò un prodotto cinematografico di uso comune come un Joe qualunque. 

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