Gli amanti passeggeri: incontro col regista spagnolo

PEDRO ALMODOVAR: “IN SPAGNA NON ABBIAMO UNA FIGURA COME GRILLO MA ANCHE NOI, SE SI VOTASSE, SAREMMO INGOVERNABILI”

Reduce da un ottimo successo ai botteghini spagnoli con il suo ultimo film Gli amanti passeggeri, che nel primo week end di programmazione è stato visto da 250 mila spettatori, Pedro Almodovar ha presentato, in anteprima nazionale, la sua nuova corale commedia anche a Roma.

Dal cinema, passando per l’elezione del nuovo Papa, sino ad arrivare alla situazione politica del nostro paese ecco cosa ci ha detto:

Gli amanti passeggeri segna un ritorno alla commedia. Come mai?

Ho un contatto diretto con la gente. L’unico sport che pratico ora è passeggiare per le strade di Madrid e la pe pewrsone che ho incontrato mi hanno chiesto: “Quando fai un’altra commedia?”. Io non funziono come un negozio che rispondo alle esigenze del pubblico ma anch’io avevo voglia di tornare a quresto genere e ai toni dei miei film degli anni ’80 da cui poi mi ero un po’ allontanato. In questo modo ho cercato di recuperare il mio passato e questo film è un tributo a questo decennio.

Perché ambientarlo su un aereo?

Non so cosa succede esattamente negli aerei oltre le indicazioni che ti danno. E io non ho mai avuto esperienze estreme lassù. La mia intenzione era riuniure un gruppo di persone in un luogo da cui non potevano uscire e sottoporli a una grande tensione. Il modo che c’era per potersi divertire era l’uso della parola, attraverso il telefono o i monologhi. E questo è lo spettacolo che esorcizza la paura. Negli aerei tutti gli schermi sono vuoti e attraverso la parola si creano le relazioni tra le persone.

Con Gli amanti passeggeri si voleva creare così un’inversione di rotta rispetto al cinema sugli aerei post-11 settembre?

Credo che sia già passato molto tempo da quel tragico evento e mi sembra che c’è una serie americana sugli aerei che è una commedia. Si può passare anche da film dal contenuto tragico come Airport o parodie come L’aereo più pazzo del mondo. Personalmente, quando ho volato, non ho mai avuto brutte esperienze. Non ho visto Flight ma rispetto a Denzel Washington scelgo comunque il mio comandante. L

Il ritorno alla commedia può significare anche la nostalgia per quel grande decennio spagnolo, come quello degli anni ’80?

La situazione spagnola attuale è la peggiore dall’inizio della democrazia. Non sono nostalgico degli anni ’80 ma quell’esplosione di libertà oggi mi manca molto.

Ieri intanto è stato eletto il nuovo Papa…

Per quanto riguarda il nuovo Papa lasciamogli fare qualcosa prima di criticarlo. L’unico momento in cui potrei esprimere un giudizio è il momento in cui si è affacciato alla finestra ma non avendolo visto non posso giudicarlo né interpretare il suo comportamento e i suoi movimenti con l’occhio del regista. Quello che è stato pubblicato sui giornali spagnoli penso sia la stessa di quello sui giornali italiani. Si sa che è gesuita. Penso però che sarà il Papa della continuità e già questa non è una buona notizia. Però non vorrei dilungarmi molto anche perché la Santa Sede è qui a Roma. La grande sfida che si pone oggi per la Chiesa è quello di rispecchiare il mondo contemporaneo. E quella che c’è stata prima non l’ha fatto.

Si sente di dare dei consigli?

Gliene vorrei dare due: 1) Che la Chiesa elevi la donna allo stesso livello degli uomini. Quindi che ci siano sacerdoti e sacerdotesse. 2) Scacco matto al celibato. Così sparirebbero uno dei buchi neri della Chiesa che sono gli abusi sessuali. Se i sacerdoti e le suore verranno a contatto col sesso e il legame con un’altra persona, migliorerebbe anche il rapporto con la realtà.

Il sesso e l’amore possono aiutare a uscire dalla crisi come negli anni ’80 dalla dittatura?

Sesso e amore sono sempre stati una festa negli anni ’80 come oggi. Per celebrare qualcosa che ci è stata data dalla natura e che nessuno ci può togliere. Nel film la catarsi erotica dei miei personaggi rappresenta forse il modo migliore per lasciare la vita. In Spagna si potrebbe di risolvere la crisi attraverso l’amore. Dobbiamo ipotizzare però che il governo spagnolo si innamori del popolo spagnolo. Il sesso in sé è buono e potrebbe servire a trovare momenti di gioia durante la giornata. Quindi pensando a un film, un governo che si immagina di scoparsi il maggior numero degli elettori.

Tornando alla crisi, Gli amanti passeggeri può essere letto come una metafora sulla crisi?

Oggi, ancora di più del giorno in cui l’abbiamo girato, questo film è senza dubbio metafora della crisi attuale. Nell’atterraggio tutti si salvano. Nella vita reale non so però dove atterreremo.

Che idea si è fatto delle ultime elezioni italiane?

Per quanto riguarda il risultato delle elezioni italiane, la parola piùà ricorrente nei giornali spagnoli era “ingovernabilità”. Ma penso che se si votasse oggi in Spagna, potrebbe accadere una cosa simile anche se da noi non abbiamo una figura come Grillo

Come è venuta l’idea della breve apparizione di Antonio Banderas e Penélope Cruz?

Per me il ritorno alla commedia è come un ritorno alle origini. Ho scelto di dare queste piccole parti ad Antonio Banderas e Penélope Cruz per renderli come gli anfitrioni di questa commedia.

 Il tema della morte attraversa anche questo film…

Si è un elemento ricorrente. Più che la morte, ritorna la paura della morte. In questo senso mi piacerebbe avere la fede ma non ho avuto questo dono Dal 1999, dopo la morte di mia madre, ci penso sempre ed è un’idea che mi ossessione.

Che metodo segue nella preparazione del film?

Noi improvvisiamo molto durante la preparazione del film anzi io mi metto in ogni personaggio e lo elaboro. Poi nascono cose molto divertente. Alcune rimangono, altre scompaiono e in quest’ultimo caso gli attori sono dispiaciuti. Loro comunque hanno l’esperienza di vivere col proprio personaggio a lungo visto che io li tengo intrappolati per mesi. Per la parte finale di questo film poi, mi sono ispirato a Un giorno a New York e alla sfilata delle modelle.

Il prossimo film?

Tra tutti i progetti che ho sul tavolo, non ho ancora scelto quale sarà il prossimo.

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Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
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