Il grande e potente oz: pareri opposti sul film

LA NOSTRA REDAZIONE SI CONFRONTA SUL NUOVO FANTASY DI SAM RAIMI 

Agli inizi del 900’ lo scrittore L. Frank Baum scrisse 14 libri in cui raccontava le avventure di Dorothy, dello spaventapasseri senza cervello, dell’uomo di latta senza cuore e del leone codardo. Avventure che i quattro protagonisti affrontavano nell’incantato regno di Oz, nella strada che li divideva dal grande mago, unico in grado di esaudire i loro desideri. Tutto questo è stato riassunto nel famoso film Victor Fleming, Il mago di Oz, nel 1939.

Ma chi era Oz? La risposta arriva solo ora grazie al regista Sam Raimi e agli sceneggiatori Mitchell Kapner e David Lindsay-Abaire che hanno immaginato e ricreato il passato del mago nel film Il grande e potente Oz.

La redazione, che ha visto il film in anteprima, si confronta.

 

LA PELLICOLA MANTIENE LO STILE CINEMATOGRAFICO DEL REGISTA?

Sandra Martone: Il grande e potente Oz è un film del tutto nuovo per Sam Raimi che è la prima volta che si cimenta in un fantasy basando gran parte della sua regia sull’idea di non distanziarsi troppo dallo stile di Fleming. Palesi le citazioni legate al film del 1939 soprattutto nel bianco e nero di alcune scene iniziali e bellissimo l’uso delicato della tecnica 3D. Riconoscibile il suo tocco? Secondo me no, abbiamo davanti un Raimi del tutto inedito e sempre grandioso.
Simone Bracci: Più che mantenerlo, lo esaspera fino all’inverosimile, “regalando” movimenti di macchina di una scontatezza incredibile nel suo dipinto fantasy. Okay, vada per le citazioni, ma qui stiamo parlando di un regista che annovera nel suo palmares grandi film, alternati a scemenze pazzesche. Questo è l’ultimo caso.

È UN PREQUEL ESAURIENTE?

SM: assolutamente sì. La personalità di Oscar Diggs viene sviluppata esattamente come viene sviluppato il suo viaggio e il suo percorso nel mondo di Oz del quale ritroviamo tutto ciò che abbiamo conosciuto sia attraverso i romanzi di L. Frank Baum che nello storico film. È talmente minuziosa la ricostruzione e sono talmente tanti i riferimenti alle scritture originali che tutto il racconto sembra essere scritto dallo stesso autore della storia di Dorothy.

SB: Oz dite? Direi fino ad un certo punto, ok in qualche modo cerca e prova a riallacciarsi al suo predecessore, nonché seguito in ordine temporale, un secolo dopo circa, ma la verità è che oltre all’illusione della prestidigitazione, come la chiamano buffamente nel copione, e di alcune simpatiche trovate, il film è piatto, non regala emozioni, potrebbe essere quei dvd per infanti che trovi negli asili nido e nemmeno te ne accorgeresti. La storia troppo lineare per un green screen mai così finto, avrebbe a sua volta ulteriore bisogno di un prequel. Come finisce da una realtà sgangherata al paese delle meraviglie in un battito di ciglia? Viene da chiedersi se Oscar-Oz non sia nel suo personale paradiso…

LO CONSIGLIERESTI?

SM: senza ombra di minimo dubbio. Il grande e potente Oz è un film per adulti e bambini, per nostalgici e per chi, per la prima volta, si affaccia all’incantato mondo. Gli attori sono eccezionali e il 3D, che io non amo particolarmente, stavolta non infastidisce ma avvolge. Forse uno dei migliori fantasy degli ultimi anni che privo di eccessi potrebbe affascinante a ceh chi non è un particolare amante del genere.

SB: Mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm NO. Pur riconoscendogli un certo intento nobil-fiabesco, no. Povera Disney. 

Scritto da Sandra Martone e…

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