Il grande e potente oz: recensione film

SAM RAIMI UNISCE LO STILE CHE FU DI FLEMING ALLO SPETTACOLO CHE IL CINEMA CONTEMPORANEO SA DARE

GENERE: fantasy

DATA DI USCITA: 7 marzo

Agli inizi del 900’ lo scrittore L. Frank Baum scrisse 14 libri in cui raccontava le avventure di Dorothy, dello spaventapasseri senza cervello, dell’uomo di latta senza cuore e del leone codardo. Avventure che i quattro protagonisti affrontavano nell’incantato regno di Oz, nella strada che li divideva dal grande mago, unico in grado di esaudire i loro desideri. Tutto questo è stato riassunto nel famoso film Victor Fleming, Il mago di Oz, nel 1939.

Ma chi era Oz? La risposta arriva solo ora grazie al regista Sam Raimi e agli sceneggiatori Mitchell Kapner e David Lindsay-Abaire che hanno immaginato e ricreato il passato del mago.

Oscar Diggs (James Franco) è un modesto ma talentuoso mago che lavora in un circo itinerante. La sua passione sono i giochi di prestigio e la scienza, ma il suo vero scopo nella vita è diventare ricco e celebre. Oscar è anche uno sciupafemmine: usa il suo fascino e carillon per sedurre le donne, e sarà proprio questa la sua rovina e, allo stesso tempo, la sua fortuna. Costretto alla fuga da un fidanzato infuriato, Diggs, viene risucchiato da un tornado con la sua mongolfiera finendo inspiegabilmente ad Oz, che destino vuole sia anche il suo soprannome.

Nei primi 20 minuti del lungometraggio Raimi cita palesemente Victor Fleming proponendo un bianco e nero che ricorda il film degli anni 30’ per poi , gradualmente, ampliare l’immagine proiettata e dar vita a una gamma meravigliosa di colori.

I primi minuti di oscar nel mondo di Oz sono si puro spettacolo visivo tra creature e piante fantastiche che accompagnano Oscar all’incontro con Theodora (Mila Kunis) la strega buona che riconosce in lui il mago della profezia.

Il Grande e potente Oz gioca tutto su citazioni e sfumature in un mix di effetti speciali e di ambientazioni realmente riscostruite ed è interpretato da attori perfetti in ogni ruolo da James Franco che calza a perfezione il personaggio di Oscar Diggs dandogli la giusta dose di ironia e serietà, sino ad arrivare alle streghe, Mila Kunis e Rachel Weisz, e alla splendida Michelle Williams nei panni di Glinda, la strega saggia e buona ingenua ma mai sciocca. Bella e sempre funzionale alla narrazione la colonna sonora di Danny Elfman, stretto collaboratore di Raimi.

Con un 3D che non eccede nella profondità, e con una rapsodia di personaggi e ambientazioni degni dei migliori fantasy, Sam Raimi ha dato vita a un classico moderno che richiama fortemente lo stile di Fleming pur adattandolo ai gusti e alla grandezza del cinema di oggi.

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Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
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