La boob song era una satira: seth macfarlane nel mirino

ANCORA CONTROVERSIA SUGLI ULTIMI OSCAR, SI DIFENDONO I PRODUTTORI DELLO SHOW 

Sono passate tre settimane dagli Oscar, e la controversia si fa sempre sentire. I produttori Neil Meron e Craig Zadan difendono il loro presentatore Seth MacFarlane dalle critiche che lo accusano di essere stato sessista.

Loro hanno dichiarato di essere “molto fieri” del lavoro di Seth in quanto presentatore, anche perché ha aiutato a rendere questi Oscar una “parte della conversazione culturale”, e portando un audience di più di 40 milioni di telespettatori.

Eppure le sue battute non sono piaciute a tutti. E nemmeno le sue canzoni, in particolare quella su le attrice che si sono spogliate davanti alle telecamere per i loro film. La canzone è stata particolarmente criticata per il fatto che molti riferimenti sono stati fatti a film come The Accused, Boys Don’t Cry e Monster, film in cui la protagonista topless viene stuprata.

La ‘boob song’ sarà diventato il numero più visto della storia degli Oscar, ma a quale prezzo?” scrive l’attrice Jamie Lee Curtis. E continua dicendo “Da quando gli Oscar sono diventati solo ed esclusivamente una questione di audience?”

Un’altra grande attrice, Jane Fonda, dichiara di non avere amato la canzone. “Quello che ho veramente poco apprezzato è stato la canzone e numero sui seni delle attrice. Sono d’accordo con qualcuno che ha detto “se si ribassano a questo, perché non fare la lista di tutti i peni che abbiamo visto al cinema?’ E bisogna pure ricordare che questo è un programma visto attraverso il mondo da migliaia di famiglie e bambini per i quali questo non era ne appropriato, ne divertente”dice l’attrice.

Zatan si difende dicendo che quelli si sono arrabbiati per la canzone non l’hanno capita. Lui dice che la canzone non era sulle donne citate ma sul fatto che Seth non era un buon presentatore e immaturo. “Tutti quelli che si sono lamentati non hanno capito lo scherzo, era una satira.” Aggiunge l’altro produttore, Meron