MÖbius: missing in italy

L’ULTIMA FATICA DI JEAN DUJARDIN STRIZZA L’OCCHIO A JAMES BOND, MA ANNOIA PROFONDAMENTE 

GENERE: Spy-Movie/Romantico

Jean Dujardin, attore del momento? Per carità. Anche se ho trovato godibile e divertente Gli infedeli, mi rendo conto che forse il suo è stato il caso di premio Oscar più regalato della Storia del cinema: della serie “faccio le smorfie, imito di fretta qualche attore di Hollywood e tac, vinco l’Oscar”. Il Christian De Sica transalpino (la faccia tosta è la stessa) ha deciso di rimboccarsi le maniche e prima di vederlo nella prossima fatica di Martin Scorsese (!), lo ritroviamo a fianco dell’altra diva nazionale, Cécile De France in questo thriller francese che sembra strizzare l’occhio non solo alle produzioni di Luc Besson, ma all’intero immaginario di miti come James Bond e Jason Bourne: una bella scommessa, peccato che sia fallita sul nascere…

Möbius vede incrociarsi le vite di due personaggi apparentemente opposti: la spia russa Gregory Lioubov e il genio della finanza Alice. Il primo deve cercare di scoprire quale mistero si cela nei traffici sospetti del miliardario Rotovski, la seconda lavora proprio per quest’ultimo. Non appena i due s’incontrano, scoppia la passione, rischiando di mandare a rischio l’operazione.

Domanda: la storia d’amore così rischiosa è davvero così avvincente? Assolutamente no. Però almeno il contesto di spie, traffici illegali e miliardari corrotti coinvolge? Manco a parlarne: non bastano delle musiche incalzanti e degli sguardi accigliati per creare suspence. Qui sembra che l’unico obiettivo di registi e sceneggiatori sia stato solamente quello di esaltare il glamour che si puo’ celare nella coppia Dujardin-De France peccato che i due insieme non riescano a creare l’alchimia sperata, offrendo per altro delle scene di sesso (targate ‘pg-13’ ovviamente, in cui non si vede niente) tra le più ridicole che il cinema recente ci abbia offerto.

Cosa non funziona dunque? Tutto. A partire dal presupposto che non puoi mettere in scena degli attori solamente per bella presenza, se non hai una sceneggiatura solida come il genere richiederebbe e una messa in scena degna di questo nome. Niente sembra avere un minimo di presa sullo spettatore e perfino Tim Roth nei panni del miliardario russo è totalmente sprecato. La De France sembra un minimo impegnarsi nella parte, ma Dujardin conferma il suo repertorio di sopracciglie inarcate e sorrisetti ammiccanti che tanto c’aveva dato fastidio nella pellicola di Hazanavicius; qui ovviamente uno stile di recitazione così è totalmente fuori luogo e fa si che lo spettatore prenda le distanze da personaggi del genere, spingendolo a pensare a cosa dovrà mangiare a cena o quant’altro.

A questo proposito sembra venire in mente una recente intervista che Première ha fatto a Dujardin: l’attore francese sul set di Wolf of Wall Street aveva incrociato Di Caprio che sembrava affabile e gentile, ma di tanto in tanto gli lanciava delle occhiate come a dire “Tu e il tuo Oscar siete per caso un incidente?”. E guarda caso è questa l’impressione che si ha guardando Möbius.

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