Nothing personal: missing in italy

OPERA PRIMA DI URSZULA ANTONIAK SCAVA NELL’INTERIORITA’ DI DUE PERSONAGGI DIFFICILI, SULLO SFONDO DEI SUGGESTIVI SCENARI DEL CONNEMARA

Nothing Personal è solo una delle innumerevoli e interessanti perle che l’Italia ha deciso di non distribuire nei nostri cinema; diretto dall’esordiente Urszula Antoniak, di origine polacca e residente nei Paesi Bassi, ha conquistato sei premi a Locarno e quattro Vitelli d’oro (premi del cinema olandese), tra cui quello del miglior film. Il film racconta il viaggio itinerante e interiore di Anne (Lotte Verbeek), una donna che vuole lasciarsi il passato alle spalle. Il motivo non lo conosciamo, ma la possiamo osservare, mentre abbandona la sua terra e le sue radici olandesi, partendo alla volta dell’Irlanda, decisa a condurre una vita vagabonda e solitaria, percorrendo a piedi e con lo zaino in spalla gli austeri e sconfinati paesaggi del Connemara. Luoghi densi di spiritualità che finiscono per comunicare con Anne, portandola a riflettere e pian piano, ritrovare se stessa.

Durante il suo percorso, un giorno da un pendio, nota una casa isolata e decide di andare a visitarla. Non ci trova nessuno ma finisce per entrare ugualmente, spinta da un’intensa curiosità, o forse dalla mancanza di contatto con la vita reale e civile. Nei giorni successivi si avvicina ancora alla casa e conosce Martin (il più famoso attore irlandese Stephen Ray), il quale, vedovo ormai da anni, vive solo, lontano dalle relazioni umane. Martin chiede ad Anne di lavorare per lui in cambio di cibo e alloggio. Lei accetta ma a una condizione: nessuno dei due dovrà fare domande sull’altro. I due strani personaggi, impareranno però a conoscersi, instaurando un rapporto unico, a volte ironico, sensuale e bizzarro e con il tempo anche il loro accordo verrà più volte messo in discussione. La regista, Urszula Antoniak, ha la qualità di esplorare delicatamente e in maniera singolare il tema della solitudine, creando così un film che scava nell’interiorità di due personaggi, i quali, pur indossando delle maschere per nascondere la loro essenza all’esterno, si ritrovano ad aprirsi all’altro e, alla fine, a esporsi, fino a innamorarsi.

Nothing Personal, è un film di rara bellezza, intenso e suggestivo, ottimo a livello registico, con inquadrature interessanti, due attori intensi e una musica vigorosa di Ethan Rose. Da non perdere.

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Critica e ufficio stampa free lance si autodefinisce "agonista del cinema".
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