Speciale quentin tarantino: bastardi senza gloria

TARANTINO E IL RISCATTO DEGLI EBREI SUI NAZISTI DEL TERZO REICH

Ecco a voi tutto lo spirito di Quentin Tarantino in un film. Bastardi senza gloria rappresenta, infatti, una delle maggiori chicche del regista di Knoxville, che va sistematicamente a porsi tra la top 5 delle sue opere migliori. Nel 2009, il film è stato presentato in anteprima assoluta al Festival di Cannes, dove ha ricevuto tutto il successo sperato e meritato, facendo vincere al magnifico Christoph Waltz, il Premio d’interpretazione maschile a Cannes e il Premio Oscar come miglior attore non protagonista nel 2010.

Partiamo da una piccola curiosità, per chi non lo sapesse, il titolo originale è un omaggio al film del 1977 di Enzo G. Castellari Quel maledetto treno blindato, uscito negli Stati Uniti con il titolo Inglorious Bastards che Tarantino ha storpiato in Inglourious Basterds, confermando il suo eterno status di cinefilo incallito e citazionista. Per citare bisogna però essere bravi e Tarantino lo è indubbiamente. A chi, se non a lui, sarebbe potuta venire in mente un’idea più geniale e una sceneggiatura più riuscita per riscattare “cinematograficamente” quei 6 milioni di ebrei morti per mano nazista? Sulla scia fantascientifica e storica appartenente a tanta letteratura americana, pensate alla Svastica sul sole di Philip K. Dick, ecco allora che una banda di ebrei americani, I Bastardi,  capitanata dal tenente Aldo Raine (Brad Pitt) si divertono a fermare ogni nazista incontrato sulla terra, prendendo loro lo scalpo.

Nel frattempo, una giovane ebrea, sfuggita alla strage della sua famiglia, decide di organizzare un grande spettacolo di morte, bruciando il suo cinema durante una première di un film nazista. Alla serata, sono presenti anche i Bastardi, che innescano un paio di bombe nella sala, e così lo spettatore ha lo splendido privilegio di osservare, anche solo cinematograficamente, Hitler, Himmler e i suoi seguaci, bruciare tra le fiamme. Ecco come doveva finire la seconda guerra mondiale, l’abbiamo pensato tutti e la sala cinematografica diventa, l’unico luogo in cui i cattivi muoiono per mano dei buoni trionfatori sul male.

E’ chiaro quindi dedurre perché Bastardi senza gloria sia diventato immediatamente un cult. Tutto, i tempi, i dialoghi sfrontati e intelligenti, l’ironia giocata sul versante delle lingue differenti possono essere definiti tarantiniani, perché il tratto distintivo del regista si sente fortemente e il film diventa una gioiellino del suo cinema e più in generale di quello americano e mondiale. Tarantino è dunque davvero uno dei pochi registi al mondo, capaci di mettere insieme elementi contrastanti, seri e semiseri, comici e violenti, concorrendo alla creazione di un genere non del tutto definito, che si può comprendere solo ed esclusivamente, se dietro c’è la sua firma.

Se hai sentito parlare di noi sai che il nostro lavoro non è fare prigionieri, ma uccidere i nazisti. E gli affari vanno a meraviglia”. (Tenente Aldo Raine)

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Critica e ufficio stampa free lance si autodefinisce "agonista del cinema".
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