Evan handler: faccia a faccia con "charlie runkle"

L’ATTORE AMERICANO RACCONTA LA SUA ESPERIENZA IN CALIFORNICATION, PRONTO A GIRARE LA SETTIMA STAGIONE 

Un volto riconoscibile, questo è quello che emerge dalla nostra chiacchierata di qualche settimana fa a Los Angeles con Evan Handler. Molti di voi, affezionati di Sex and the City lo riconosceranno come Harry Goldenblatt, marito di Charlotte. Ma oggi è qui a parlarci del suo ruolo più cult e istrionico, quel Charlie Runkle personaggio cult della serie tv Californication. Persona distinta e molto vivace, Evan, che ha una moglie italiana (Elisa) si è dimostrato subito gentile nel capire e rispondere a tono alle mie domande. Questo è ciò che ha raccontato. 

1) Tu sei stato uno dei volti più riconoscibili di Sex and the City, partendo da qui, hai ora un ruolo di culto in un altra serie incentrata sul binomio “sesso e città”, Californication, girata a Los Angeles. Quanto tieni al tuo personaggio Charlie Runkle? Vai d’accordo con “lui”?

Amo essere Charlie Runkle. Ogni volta che mi capita di interpretare un ruolo in cui così tante persone si identificano diventa un onore, un piacere e un sacco di divertimento. La gente mi riconosce gridando dalle automobili in autostrada, dai campi di calcio, ovunque. Penso che il personaggio è particolarmente accessibile alla gente perché, mentre sta vivendo un’esistenza piuttosto estrema, si scontra con lo stesso tipo di problemi di ciascuno, desideri contro reali possibilità, fiducia contro insicurezza, successi contro fallimenti.  

2) Come è il rapporto sul set con il tuo collega David Duchovny alias Hank Moody? Pensi che il feeling tra voi due potrebbe essere lo stesso anche nella vita reale?

David e io abbiamo un grande rapporto cominciato sin dal nostro primo incontro. Rispetto il suo intelletto e le sue capacità e mi piace credere che lui si senta allo stesso modo. La cosa più importante, però, è che ci facciamo ridere a vicenda. Stiamo per iniziare le riprese della settima stagione (!) tra pochi giorni e ancora guardiamo con ammirazione uno il lavoro dell’altro, perché ci sorprendiamo a ridere insieme inaspettatamente delle reciproche gag.

3) Californication è stata quindi rinnovata, pensi che lo show potrebbe avere una grande influenza sulla giovane generazione di “artisti“ del cinema?

Penso che Californication abbia sicuramente avuto il suo impatto sull’evoluzione di onestà sessuale passata in tv. Penso che ci sia un arco che va da “Sex and the City”, attraverso “Californication”, passando per “Louie” (con Louis CK), per “Girls”, anche se sono tutte serie molto differenti. Ma penso che alcuni tipi di confine siano stati superati e vengano “digeriti” dal pubblico in maniera più sincera del passato. Personalmente, è un tipo di televisione di cui sono entusiasta.

4) In Italia ci stiamo muovendo in avanti attraverso le innovazioni digitali, un passo dietro l’America, ma ora anche il nostro Huffington Post ha lil suo grande pubblico. Quanto è importante per promuovere il talento utilizzare queste reti?

Io non sono la persona più in digitale del pianeta, ma so che è lì dove enormi segmenti di pubblico stanno non solo ottenendo le loro informazioni, ma avendo anche il miglior tipo di intrattenimento. Ho lavorato per due anni per riconquistare i diritti per i due libri che ho pubblicato (Time On Fire: My Comedy of Terrors e It’s Only Temporary: The Good News and the Bad News of Being Alive), che sono state uscite fuori Stampa con i loro editori, così li ho potuti rimettere nuovamente nel ciircuito ebook di tutto il mondo. E ‘il canale di contenuti più diretto, ora, in qualsiasi momento del giorno o della notte, o in qualsiasi luogo, c’è qualcuno che se è curioso può cliccare e scaricare i miei libri. Penso che la maggior parte del mondo ancora non sa ci sono in rete, ma mi piace pensarli disponibili per coloro che li scopriranno.  

5. Il collegamento Italia-America è sempre piuttosto forte nelle comunità all’interno degli Stati Uniti, pensi che ci sia bisogno di un supporto per creare una solida partnership anche nel settore della cinematografia moderna?

Una delle notizie più diffuse qui è quanti australiani e inglesi stanno lavorando in televisione e al cinema quest’anno. Personalmente, ho lavorato con un regista tedesco occidentale su un film indipendente a New York e in Australia su un progetto di film TV. Penso che il talento è talento e mi piace lavorare con chiunque realizzi un progetto che mi intrighi. Io non vengo infastidito da società americane che assumono attori australiani e inglesi e spero di venire a lavorare in Italia presto (la mia approvazione della cittadinanza è in ritardo). Cerco di mantenere il contatto con il Consolato Italiano qui a Los Angeles, ho poi avuto la fortuna di conoscere, e la possibilità di incontrare registi, attori e produttori che vengono qui per gli eventi di settore (dove ci siamo incontrati N.A.). Penso che l’influenza reciproca di creatività e di idee è l’obiettivo finale da raggiungere, nonchè il piacere più grande.  

6. Quali sono i tuoi progetti futuri, dopo Runkle, hai qualche altro ruolo importante in arrivo?

Non ho progetti immediati in questo momento. Ci sono nei miei piani alcune commedie scritte da vecchi amici che mi piacerebbe riprodurre in alta qualità, e vi è una sceneggiatura del mio primo libro, “Time On Fire”, di cui mi piacerebbe riuscire ad ottenere il finanziamento e quindi a girarne il film. Queste sono le due cose principali che continuerò ad inseguire durante questa nuova stagione di riprese. E non solo…  

Photos by Matt Sayles 

Check his website: EvanHandler.com

 

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