Fire with fire: recensione film

DAVID BARRET IMPARA BENELA LEZIONE HARD BOILED E GIRA CON GRANDE MAESTRIA 

Genere: thriller drammatico

Uscita: 9 maggio 2013

Occhio per occhio, fuoco col fuoco. Una vecchia regola che non muore mai, intramontabile, perchè provare ad infrangerla? O meglio, quale effetto provoca? Come un battito d’ali di farfalla, una reazione imprevedibile e incontrollata, spesso letale, messaggio chiaro, semplice e diretto. Così David Barret firma Fire with fire, film al contempo sporco e patinato, pulp nella messa in piega, hard boiled nella confezione finale.

Senza esitazione racconta una storia possibile, legata al mondo perverso della malavita, in cui un semplice pompiere si ritrova involontario killer al seguito di chi perseguita i suoi affetti, ovvero il criminale Hagan, violentissimo esecutore della setta neo-ariana che farebbe di TUTTO per evitare il processo. Unico verbo uccidere, a quel punto vale anche il nuovissimo testamento uccidi o sarai ucciso.

Veloce, potente, soggetto esile ma efficace, seguiamo Jeremy Coleman (Josh Duhamel) per le strade di Long Beach, prima, a New Orleans dopo, fino a tornare in California per risalire alla corte dello spietato boss della mala. La regia si muove sinuosa avendo imparato bene la lezione dei classici asiatici o dei gangster movie anni 30, quando il fine ultimo era il messaggio lanciato dalla storia, non gli orpelli sceneggiativi.

Gli attori si calano nel ruolo, in quella distinzione ben amalgata che citavamo prima, conosciuti e riconosciuti in contesti mainstream, qui calati in una folle corsa contro le regole, ciascuno a suo modo inserito all’interno della policy di Hollywood. In un modo alternativo però, ossia rovesciando il meccanismo autoriale per esprimere uno “scontro a fuoco” di notevole potenza visiva, specie nella sequenza finale che lascia spazio a poche perplessità.

Il concetto espresso da questo lavoro è la possibilità concreta di raccontare con maestria ricercata in un’idea basilare quanto valida, quell’assunto base che a volte funziona, uno slancio narrativo che si incastra perfettamente all’interno del copione: fondamenta action e carpenteria thriller. Il tutto controllato da una mano ferma e lucida, l’architetto perfetto per rompere gli schemi. 

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